campanile e putei


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foto di Raota

Anche se in chiesa non ci andava
più, dal tempo dei pantaloni corti
fatto salvo il matrimonio, che era
entrato uno ed era uscito con
già della famiglia sulle spalle
il campanile ci piaceva, con quel
suono del mattino che rompeva
le balle, anche se era già sveglio
e quello del pomeriggio, che
dormiva un poco, dopo due bicchieri
di vino

il capannone era la soluzione, l’aveva
sempre pensato, prima legna e carbone
e poi il gas, coi camion, con le bombole
per ogni casa, per ogni fabbrichetta
ed era lui, tra una bestemmia e l’altra
a doverci pensare la moglie a far i conti
la figlia che non ci voleva stare
l’altra lontana a studiare

la comunità una volta era l’amico
in bicicletta che si fermava
a ciacolare di tutti quei putei
che scappavano il lavoro
dei lazzaroni di città e delle donne
che mettevano le corna ai tanti che
lavoravano

ma adesso i capannoni erano vuoti
come galline senza granturco
neanche l’erba ci voleva crescere
e il campanile batteva un’ora strana
neanche tanto convinto che fosse
il giorno giusto
24/6/ 2013 lino di gianni

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