Scapa pei campi !

Ho sognato

Ho sognato
che correvo in un prato
(libero bambino
scapa pei campi
non andare scola !)
solo che avevo una falce
e tagliavo la testa
ai papavari rossi
e ancha qualchi ucelino

Ho sognato
che leggevo in un libro
(Tutti i pirati adesso
venite fora, basta
‘ndar su e giù nei mari)
Voltavo le pagine
si leggeva niente
allora cominciavo
a raccontare io

Ho sognato
che riempivo una pagina
(se non scrivo non capisco
cosa penso)
era grande, la pagina
ma più grande le lettere
ma più grande la penna
(passa una processione
di formiche)

Ho preso le misure
precise precise
è arrivato
il tuo sguardo
Fino qui

Lino Di Gianni

#linodigianni#poesie

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Intelligente, è il cuore

Intelligente, è il cuore

Ho cercato lo sguardo
nelle tasche, fazzoletto
dimenticato delle persone
senza peso

Ho visto camminare
piccoli passi
vento con la polvere
di roccia

Mi sono sentito chiamare
dall’abbaiare del cane
attendeva che qualcuno
desse voce alla sua
solitudine

E’ solo quando c’è
troppa luce che
socchiudi gli occhi
e vedi l’ombra

lino di gianni 27/11/2022

la foto : Nino-Migliori_Portatore-di-pane_1956_©-Fondazione-Nino-Migliori

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Bread Line



Ci fu qualche avvertimento
preciso, quel giorno
qualche galeone affondato,
un uccello che rifiutò il cibo
una finestra rimasta chiusa?

No, le acque del torrente, appena
più copiose,scorrevano nello stesso
verso di sempre, Palmira allargava il
grembiule per dar da mangiare ai tacchini
e il gatto nero di casa, come d’abitudine
evitava di attraversare il cortile,
vedendo qualcuno passare, preso dalle sue
pacate superstizioni

Poi piovve, l’umidità aumentò
la schiena della madre si fece sentire
si aprirono tutte le porte
della grande Fabbrica dismessa
e il Nuovo Luna Park prese vita
con i vecchi operai diventati nonni
accompagnati ciascuno alla
giostra preferita

Un po’ malinconica, la ruota gigante
lasciava intravedere, in lontananza
miraggi di lotte operaie del passato,
cortei interni bulloni che volavano
Perfino l’occupazione della grande Fabbrica

Alle 22, il custode della fabbrica Park
chiudeva tutto

(lino di gianni) 26/11/2014


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Inventario

Inventario

Le parole coltello
quando le senti
una parte di te
muore

Le parole cucchiaio
raccolgono con delicatezza
i sentimenti più esposti
qualche volta anche da
sconosciuti

Le parole forchetta
si muovono con diffidenza
tra doveri obblighi e curiosità
a volte carta che brucia
raramente cera profumata

Le parole di una poesia
sono sedute in un cantuccio
su una sedia impagliata
in attesa di uno sguardo

Come ricomporre
l’immaginario degli altri
su di noi?

Lino Di Gianni

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L’arte

L’ arte

Esiste un modo segreto
di comunicare,
una lunghezza d’ onda
che non è da tutti

Nel momento
in cui accade
Il mondo creato
da un altro
diventa quello
che hai immaginato tu

Lino Di Gianni 19 Novembre 2022

Breton Village In the Snow 1894
Paul Gauguin (French, 1848-1903)
Oil on Canvas
62 x 87 cm.
Musee d’Orsay, Paris, France

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Le parole erano piatti

Le parole erano piatti

Le parole erano piatti
da riempire col lavoro
la cucina la famiglia

Ti dovevi sposare
per quello, adatta a figliare
cercando di raddrizzare
la malasorte e tuo marito
Tutta la famiglia pesava su di te
e i parenti pure, per tenere creanza
e i figli a scuola a imparare a ubbidire

Eppoi ce ne siamo andati, sradicando
anche l’erba dai prati, ma non ci stava
nella valigia, insieme al maiale salato
La prima volta che ho visto il mare !

Lino Di Gianni

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Sgranare

Una volta, si insegnavano
i punti cardinali, si chiedeva dov’è il Nord,
in quale parte l’albero è in ombra
Oppure, si chiedeva, sai fare il pane?
e il muretto di un recinto, con le pietre
a secco, sai tirarlo su?
Solo a qualcuno, a fatica e lacerazioni,
diedero la possibilità di scegliere tra le capre
e la cattedra di antropologia, anche se dei monacielli
ne parlava meglio la nonna
Ma furono i migliori, intellettuali organici,
gramsciani in senso puro,
e quando si arresero, fu solo perché la Classe
s’era sciolta come neve al sole
Io, per me, continuo a scrivere con un solo dito
e da quarant’anni insegno a leggere l’alfabeto
alla stessa persona: sempre giovane, sempre forte
disposta all’assalto del cielo.
Solo che lui viene da sempre più a Sud
e la ricchezza si è spostata sempre più a Nord

(lino di gianni) 2016

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La pelle in cui abito

La pelle in cui abito

Viviamo gran parte della vita
come se nella casa
abitassimo in due

Fino a che qualcosa
accade a rendere chiaro
che dipendiamo in tutto
dall’ integrità di quell’altro

Se lui sta male
non possiamo camminare
non possiamo respirare
né possiamo vivere

È da vecchi, che rimane
solo lui, nella casa
e la pelle in cui abitiamo
mostra ciò che resta

Giardino esposto alle intemperie
un tanto di gioie un tanto a dolori
con l’ affanno di capire
chi siamo stati

Lino Di Gianni. 12 Novembre 2022

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Il dolore

Il dolore ci insegna lezioni

che non vorremmo imparare

Noi rigidi nei pregiudizi,

pieni di orgoglio per

le piccole virtù, di cui

ci dichiariamo proprietari

Il dolore non scava

poco a poco

E’ un vento che arriva

dai primordi della Preistoria

Noi alberi di stentata crescita

lino di gianni 31 Ottobre 2022

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Ha memorie d’acqua

Ha memorie d’acqua

Per dire, è come un fiume ?

come un fiume, con tutta quell’acqua

che viene giù, e il rumore, eh?

E’ così? con qualche trota, sassolini

insetti alla deriva, foglie marcite?

così, diresti?

No, non così.

un po’, ma diversa.

Ha memoria d’acqua,

ha occhi liquidi, a tratti feriti, salti di dolore

pozze nostalgiche da cucciolo in fiore.

Per dire, è già montagna?

che parti insieme, al mattino presto

l’alba ti tira giù i vestiti, sassi tagliano e l’erba

sana coll’umido attento di chi i grilli li tacita

con gli sguardi

e poi cammini, con la speranza dell’alba accanto

e lei ha le gote rosse, per le emozioni la fatica

e il pudore di sapersi voluta, in quel momento

davvero.

E’ montagna, allora?

Forse, abbastanza, fino al crinale tra notte e giorno.

Ho capito, cos’è

è in quella zona dove non capisci

gli agguati del sonno, le rese della veglia

dove le mani cercano strade presso altre mani

e modellano invasi di dighe, sperando nei crolli

è sogno di sguardo che arpiona dal basso

trattiene, sminuzza, contabile lucido:

un tanto a pazzia, un tanto a utopia

(e ti tengo tutta).

Lino Di Gianni 2012

foto mia

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