Le poesie straniate

unnamed11.900x600

Le poesie sono strane
le poesie sono straniere
stremate, stranite a volte
striminzite ma mai straniate

Le poesie sono ponti
dicono che siano per i tonti
ma in realtà evitano i potenti
ostacolano i portenti non assolvono i tanti
che restano indifferenti

le poesie non si scrivono non si leggono
non si declamano nè si sussurrano
le poesie ti entrano in casa mentre mangi o
quando dormi Buongiono come va? Passavo di qua

Io non ho mai conosciuto qualcuno che scrive una poesia
l’ho sempre vista mangiare in mezzo al pane o sulla pasta
col sugo, però qualche volta la piantavano anche
nella terra
Non so se poi ha fruttato

(lino di gianni)

 

 

 

Annunci
Pubblicato in lino di gianni | 1 commento

E ‘ndéveno cussì le vele al vento

biagio marin

E ‘ndéveno cussì le vele al vento
lassando drìo de noltri una gran ssia,
co’ l’ánema in t’i vogi e ‘l cuor contento
sensa pinsieri de manincunia.

Mámole e mas-ci missi zo a pagiol
co’ Leto capitano a la rigola;
e ‘ndéveno cantando soto ‘l sol
canson, che incòra sora ‘l mar le sbola.

E l’aqua bronboleva drío ‘l timon
e del piasser la deventava bianca
e fin la pena la mandeva un son
fin che la bava no’ la gera stanca.

da “Fiuri de tapo”, 1912 Biagio Marin

E andavano così, le vele al vento

E andavano così, le vele al vento
lasciando dietro di noi una gran scia,
con l’anima negli occhi e il cuor contento
senza pensieri di malinconia.

Fanciulle e ragazzi seduti giù a pagliolo
con alla barra Leto capitano;
andavamo cantando sotto il sole
canzoni che ancora volano sul mare.

L’acqua ribolliva dietro il timone
e dal piacere diventava bianca,
persino la penna suonava:
fin che la bava non era stanca.

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento

Che io

Che io dimenticassi il mare
che c’era tra noi, che spostassi
le nuvole, ogni singola foglia verde
e, in numero di quindici,
i richiami delle sirene.

Che , prima che il bicchiere cadesse
a terra, sotto il balcone degli amori improvvidi,

io avessi già preso gusto e ansia
e amo fondo nell’apice della gola, mia,
con lo sguardo fisso.

Che tu, non mi sparissi davanti
che non smettessi di stringere
che  tu, continuassi nel ridere
dove io, stanco, avessi a interromperlo.

Che non fosse semplice
lo sguardo lontano
lo scoprimmo presto, la mano
nel posto vuoto, nell’ombra mancante.

Le stelle

Nel mare

Gemelle, di quelle che in alto

Seccavano al sole.

Giro la tazza del the

Aspetto che salga la nebbia

Che il respiro ritrovi ritmo

Discreto le mappe a memoria

.
Ogni salto ,

fuori dell’acqua
E l’istinto del volo.

© lino di gianni

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento

Il Grande Divoramento (Porajmos)

Bundesarchiv_R_165_Bild-244-52,_Asperg,_Deportation_von_Sinti_und_Roma

Il Grande Divoramento (Porajmos)

Corre il treno della notte, destinazione
incerta come Bolle sul fuoco, l’acqua della pentola
nella testa i ricordi di quella stagione

Partirono verso i confini del mondo, a Nord
il tempo di vedere un tramonto di ventiquattro ore
rapirono il sole, tentarono l’assalto al cielo
e si riempirono le vene di neve

Corre il treno della notte come batte forte il cuore della piccola
Beatrix che a cinque anni sa fare già mille giochi di
prestigio, il più famoso è la sparizione dei
genitori Rom, e il non più tornare

Partirono in molti non tornarono cinquecentomila, tutti morti

(lino di gianni)

«Noi Rom e Sinti siamo come i fiori di questa terra.
Ci possono calpestare,
ci possono eradicare, gassare,
ci possono bruciare,
ci possono ammazzare –
ma come i fiori noi torniamo comunque sempre…»

Karl Stojka

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento

Quanta polenta in casa?

1907 uno

Quanta polenta in casa?

Le vestimenta passate dal fratello più grande
i cappotti rivoltati
le scarpe risuolate ma prima portate coi buchi
pagare segnando dal droghiere, a fine mese saldare
i conti, ma non tutti non tutti
Il lavoro dei padri in miniera o contadini a giornata o pescare
la scuola era un lusso 1907
le donne tanto non votavano non studiavano
le donne tengono su la baracca
ancora 8 anni e scoppia la Grande Guerra
venti milioni di giovani mandati a morire
nelle trincee, mentre la produzione di armi rilancia
le fabbriche al posto dell’olio si usa il sangue
dei soldati per lubrificare i macchinari
Nel 1919 si occupano le fabbriche, nel 1921 nasce
il Partito Comunista Italiano
La marcia su Roma di mussolini crapa pelada è del 22
nel 36 la guerra di Spagna, nel 39 di nuovo la seconda guarra
mondiale

se questi bambini nel 1907 avevano 7 anni
nel 1922 ne avranno 22, quelli sopravvissuti

(lino di gianni)

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento

Lo sguardo bambino

Lo Sguardo Bambino

Lo sguardo bambino è una fontanella
di quelle pubbliche che non son chiuse mai
ne escono i colori degli odori 
che non finiscono mai
perché
hanno ancora tutto il mondo
da dissetare
hanno ancora tutti gli occhi da illuminare

Ah, lo sguardo bambino
che ha uno e mille perché
Tu lo sai, perché eri là
insieme a me
con Mounir, con Boubacar con Mimmo, con Pasqualino
e il loro magico, spontaneo
(difficile a conservarsi)
Sguardo bambino

(lino di gianni) 8/11/2018alessandra_castagni

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento

Mutamenti

Mutamentierbario

In apparenza piano piano
cambiamo ci adattiamo
scatole comprimibili
dentro bicchieri di vetro

Nella realtà mutano gli sfondi
ma nessuno ci avverte
noi siamo come altri dipinti
sguardi mai fermi
mentre fuori dalla finestra
il Tempo si prepara

(lino di gianni)

Pubblicato in lino di gianni | Lascia un commento