L’epoca delle emozioni tristi

L’epoca delle emozioni tristi

Siamo come un paesaggio
continuamente rivisto
prima che guardino gli occhi
e ci vedano il cuore
Ci vuole un lampo
un’epifania

Cercarsi in tasca la fragilità
conservare con cura le tracce
della nostra memoria
pur sapendo che
siamo soffioni
in attesa
del colpo di vento

Lino Di Gianni 2/2/2021

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Abbiamo affetti

Abbiamo affetti
come caramelle in tasca
conservate dopo un abbraccio,

abbiamo parole nascoste
nei libri
e con il fiato lungo
lo sguardo in corsa
e il rosso in volto

un po’ in battere
un po’ in levare

Lino Di Gianni

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Le farfalle di Terezin

Le farfalle di Terezin

Era una vacanza di Agosto,
una settimana a Praga,
prenotata in agenzia, aerei di
quelli che costano poco
In coda alla vacanza, la visita
al campo di concentramento di Terezin

Un posto dove i nazisti avevano cercato
di girare film di partite di calcio
dove la comunità di artisti
aveva suonato e composto opere,
prima di perdere la vita
dove, soprattutto, erano stati
internati e poi uccisi
migliaia di bambini
che lasceranno testimonianza
coi loro disegni: le farfalle di Terezin

Vedere i luoghi, i disegni,
i resti dei vestiti, valigie
cose personali, gli stanzoni ti asciuga il sangue in faccia
Era agosto, ma con quella pioggerellina grigia e crudele
dei paesi dell’Est

Era agosto, erano passati più di cinquant’anni, ma tutto
ancora gridava,e quel campo,
era a mezz’ora di pullman
da Praga..e attorno
c’erano fattorie anche allora
Come potevano non sapere?

(lino di gianni) 2018

Terezin foto di Lino Di Gianni
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Hai visto? C’è di nuovo il mare

Hai visto? C’è di nuovo il mare

Hai visto? C’è di nuovo il mare nel quadro
era sparito va e viene
nella realtà è il vento
in questo quadro invece
sole luna ci sono sempre
però a volte manca una montagna
o il sentiero è deserto

mi piace un quadro che si ridefinisce
ripensamento del pittore
incerto ogni giorno
sul vero volto del paesaggio
mi sorprende il pensiero
della bellezza mutevole
secondo lo sguardo che le prestiamo
quali occhi quali sentimenti

ho dimenticato il caffè sul fuoco
gran parte si è versato
come il mio sguardo

da ” Permesso di soggiorno”
(scritture in forma di poesia)
di Lino Di Gianni- Feaci Edizioni 

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L’educazione degli infanti

L’educazione degli infanti

Bisognerebbe spiegare ai bambini,
ciascuno come può,
che esistono almeno due Universi

In quello A, contano solo i soldi
In quello B, contano anche i soldi, ma meno

Noi tutti viviamo nell’Universo A,
scopo ultimo e modello ottimale: la mafia.
Motto: tutto quello che è tuo, diventerà mio

Ogni tanto, ci capita di vivere nell’Universo B
pieno di gente confusa, ma di buona volontà
tanta agitazione e pochi risultati, ma ricercati
con le migliori intenzioni

Postilla:

noi tutti dobbiamo la sopravvivenza
a coloro che ogni tanto vivono e agiscono
nell’Universo B
Senza, il mondo sarebbe già stato distrutto,
per tutti

lino di gianni

pubblicata sulla pagina torinese di Repubblica del 15/11/2020
“La Bottega della poesia” curata da Gian Luca Favetto

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Cronachette Presidenziali 1

Cronachette Presidenziali 1

Giorno di insediamento della nuova Presidente della Repubbica
di Utopia Concreta
Ha giurato per la prima volta Donna Rosa Luxemburg, donna dalle origini africane, hispano parlante per aver soggiornato a lungo in America Latina
Come primo atto simbolico, insieme al suo vicepresidente Thomas Sankara, è stato decretato l’abbattimento del muro del Messico e la riunificazione dei bambini alle madri migranti

(lino di gianni) 21/1/2021

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Alla dolcezza del cuore

Alla dolcezza del cuore

Osso, pioggia
dentro una scatola a carillon
con un po’ di cenere e mascara
con i pantaloni corti
e un riso che sfuggiva ai dintorni.
Alle finestre non vedevi tendine
e il sole quando calava
tornava in fretta dopo.

Alla dolcezza del cuore
preferivi quella del frappè
alla vaniglia, due carezze
al cane non mancavano mai.
Gli occhi, scappavano continuamente
come latte versato che
esplorava gli angoli.

E la lampadina, sotto le lenzuola
per continuare un libro
e il tuono fulmine
sotto la capanna
per sentirsi bosco.
Quello che si mangiava
era in attesa del dopo,
forse il correre del pallone
forse afferrare la coda di cavallo
di Anna, mentre si nascondeva.

Delle lucciole nel pugno
del vino con la neve
del mulo a spartir confini
dissi altrove.
Incredulo ritrovo il mio contar
mentre tu sguardi.

( lino di gianni )

pubblicata su Repubblica, rubrica della pagina di Torino
“la bottega della poesia” a cura di Gian Luca Favetto
del 10 gennaio 2021

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Cenere

Quante donne hanno fatto
una vita dura
allevato dei figli per
ipotecare il futuro

Hanno avuto confidenza
con le nascite col dolore
con le storture del corpo
Mai nessuno ha inventato
per loro le parole per dirlo

Solo la poesia tenta di farlo
come cenere consumata
nello sportello della stufa
O con ciò che resta dopo
l’ attraversamento
di una Stella.

Lino Di Gianni

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Un vecchio

C’era un vecchio, camminando
parlava tra sé
Diceva,nessuno spiega
che il Tempo è per noi
un’eterna rincorsa
di un’ora che non
raggiungiamo mai

Nessuno dice che i luoghi
cambiano nella nostra testa
perché abitiamo i nostri sentimenti
Diceva il vecchio,
ma forse pensava
senza più lucidità,
avendo smarrito
il senso del Tempo
e il ricordo dei luoghi

Restava una memoria,
forse accondiscendente,
come un cucciolo
da accarezzare

lino di gianni

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Nei novant’anni, in veste di madre

Se le chiedi come si sente
lei dice
io non me lo credevo, di arrivare
fino qui
Difficile, quasi impossibile
dire, dal lato di figlio
come ha resistito, in tutto
questo tempo, alla mancanza di soldi
al paese lasciato, al lavoro
fuori e dentro casa
ad allevare i suoi tanti fratelli prima,
i suoi due figli, dopo

La cosa più sorprendente
è la forza, incredibile, della sua
apparente fragilità
E’ così fiera di essere figlia di un
maratoneta olimpionico
che non poteva sopportare le ingiustizie
che metteva la dignità al di sopra di tutto
che ci ha trasmesso una dote impagabile:
conservare fiducia nella Speranza

Auguri, di buon compleanno.
A cent’anni, e oltre

(Lino Di Gianni)

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