Vestiva tremando

Vestiva tremando perché
abbandonato il deserto
il cuore di lucertola impazzì

Annegando anche gli occhi
l’ultimo fiume rimasto
volle tenersi una storia
per i piedi passanti
per chi cerca, dei corpi
cosa hanno visto in bellezza
per essere tanti tra il mare e la neve
a morir di gioventù

(lino di gianni)

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Abbi cara ogni cosa

Abbi cara ogni cosa
sia la nave lontana d’orizzonte
o il pacchetto di infuso di frutta
dal lontano Giappone, lacca preziosa.

Abbi cara ogni cosa
l’alluminio che fonde e unisce l’acciaio
o uno sguardo rubato al corvo
sul davanzale che passeggia e becchetta

Abbi cara ogni cosa
Anche se non sembra, anche se aspetti
La Primavera cova a lungo i suoi profumi
Per rilasciare, d’incanto, i prigionieri.

Abbi cara ogni cosa
Chi si porta appresso un numero
Con tutto il Male dell’Universo
Eppure cammina ancora
Fiore, nuvola o ruscello
Sa dove è il monte, dov’è il mare
E questo, è tutto ciò che serve.

(lino di gianni)

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Esercizi privati

Esercizi privati

I vecchi si vestono
Con gli abiti comprati
Molti anni prima

Invece di volare via
Fanno una danza segreta
Ogni giorno
Sullo stesso spazio
Fino a diventare
Invisibili

(lino di gianni)

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Il diavolo sulle colline

©lapresse archivio storico cultura anno 1950 Cesare Pavese nella foto: Cesare Pavese riceve il premio strega BUSTA 2169

Il diavolo sulle colline 
(a Cesare Pavese)

A saperla guardare la strada
ti conta le storie
di tutte le scarpe che consumano
l’aria gli incontri le chiacchiere
il grembiule in ciabatte
la minestra avanzata che scalda
sul fuoco

finanche le rondini
coi voli straniti
intessono fili per gli orli a giorno
e se il sarto vecchietto
cuce solo per lui
non si arrabbia non svilisce
il piacere d’incontrarsi coi
paesani alla piazza:
sembra campanile d’altri paraggi
quando a Mostar sparavano fitto
la scusa era un dio
la realtà li sgozzavan da polli

ecco vedi mi diceva mio zio
ben che vada la vigna è bastarda
ti prosciuga i sudori la speranza

e ti porta tremori verderame e
i sogni notturni come tanti debitori
ma tu non cedere e vedrai che
poco a poco distilla i suoi umori 
come un amore violette
come il calcio della vacca che sgravida

sono occhiate che si srotolano
rapide come mettersi giacca
e cercare stivali:
si fa in tempo a vedere se spiove
se escan lumache

se nel fumo che accendo
brucian anche gli affanni:
poi tu esci gridi tutti i
tuoi anni t’incammini

e io ti seguo
vitellino in amore

da “Permesso di soggiorno” di Lino Di Gianni

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Pane

Pane

Nel piccolo Universo di
un catino di plastica
mischio farina, acqua
e lievito
non peso mai, misuro
a occhio

La pasta che si forma
ha una sua fame segreta:
quando si trova il punto
d’equilibrio, la forchetta
gira e la pasta si
succhia tutta la farina
sparsa

Sorrido a mia madre
che mi insegnava
a mischiare le parole
per farle lievitare

Mi spiegava
come pulivano il grano,
come mangiavano quello
arso, più scuro e di scarto
come il fuoco compie 
il destino dei giochi
segreti dell’acqua con la
farina, complici i fermenti

Nessuno mai ha inteso
Scrivere poesie
Producendo da sé il vino
Cuocendo il pane
E mangiandolo con olio
E pomodoro

Ma in tutto il Mediterraneo
si scrivono versi
che le mani portano
alla bocca

Lino Di Gianni

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bella la coreografia

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Come fossero i mari

Come fossero i mari,
tanti, diversi
e noi ciascuno sul
proprio barcone
in cerca di un mondo
nuovo

come fossero i cieli
unici, ovunque
e noi ciascuno convinto
di avere il proprio
conosciuto da sempre

come fossero altri,
diversi, quelli che
si mettono in cammino
dimenticando che il
viaggio è nella testa
parlando una nuova lingua

mischiando sorrisi, tristezze
e mari e cieli, guardando
alla povertà di
chi non supera mai
i confini che lo rinchiudono
nella sua testa

oggi è caduto un sole
e lei ha raccolto
il suo orecchino, da terra

(lino di gianni)

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