Le vene d’ acqua

Domani, metti
le calzette a righe
quelle dei gattini
il basco rosso,
e la maglia nera

Guarderemo a lungo,
di soppiatto, mischiati
agli altri
intrecciando fiati
chiudendo braccia
coorti mobili e di fantasmi
da luna a mezzogiorno

Invece della guerra
c’inventeremo altro,
magari una nuova,
rossa Primavera
e le vene d’acqua
le mappe e la memoria
per ritrovarla

Lino Di Gianni

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Bianchi, i capelli

Quando sarai molto vecchia
avrai pochi capelli
ma li terrai cari
come i ricordi intrecciati
che hai messo in casa
a stagionare al vento

Entrando, le comari
del vicinato guarderanno
le trecce di pomodorini
e le collane di peperoncini
messe a essiccare
mantenendo
integri i loro umori

La nipotina imparerà da te
a rigirare la pasta delle orecchiette
ultima magia dei tuoi occhi
dolci come come i fichi
abbrustoliti al forno,
con la mandorla dentro

Lino Di Gianni. Sabato 11 Dicembre 2021

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Per non aver perso

Per non aver perso

Per le borse della spesa
che mi tagliano le mani
per queste gambe varicose
e nessuno che mi fa sedere.

Per i gradini troppo alti
per i semafori troppo brevi
per le code ovunque
per la paura di uscire
per la paura di stare sola
per i pochi soldi di pensione.

Per non avere perso
stupore, amore e maraviglia
per tutto questo
scrivono i poeti ingenui

Lino Di Gianni

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Esiste un’ ora

Esiste un’ora in cui
le parole esitano
come acrobati incerti
sul filo

Non è più notte, non è
ancora giorno
Il dover fare è chiuso nel
cassetto per un tempo limitato
presto le case usciranno
dai loro abiti d’ombra
presto gli uccelli di metallo
scivoleranno tra fumi e catrame

In quest’ora del sogno sospeso
ciascuno regala un pezzo del proprio
passato, chi passa e vuole,
se lo prende

La prima volta che mi tolsero
le rotelline di appoggio alla bici,
il bombolone alla crema dopo
la vaccinazione, gli occhioni
sgranati e un po’ miopi del
primo amore, quella volta
che passai sotto il balcone
e…

Lino Di Gianni. 6 Novembre 2021

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Nella casa del buon respiro

Non chiedono da dove vieni
nella casa del buon respiro
conta solo ciò che fai

All’ ingresso si lasciano
gli effetti personali, il passato
il futuro e l’ ansia del tempo
che passa

Chi entra ha
un orto, un amore,
una parte di giorno
una parte di notte

Si entra con un atto di gentilezza
se qualcuno unisce lo sguardo
si può sorridere insieme
Sembra poco, ma ascoltare
è una virtù di pochi

Lino Di Gianni. 2 Novembre 2021 #linodigianni, #poesie
“Case sul Gein” – Piet Mondrian – 1900, acquarello su carta

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Ho una rosa

Ho una rosa, è indietro
da mille anni
ogni giorno mi dice
vedrai un bocciolo domani
e poi fiorirò

Ho una rosa, è avanti
di mille anni
ogni giorno mi dice
vedrai che cadranno foglie
domani, e poi morirò

Ogni giorno guardo la mia rosa
la nutro di buio e di gentilezza
sottraggo il suo tempo, alla morte
e attendo, con curiosità
la nostra sorte

Un giorno ci chiederanno conto
di come abbiamo custodito
quei giorni in cui la rosa
era una promessa di
nuove invoglianti Primavere

lino di gianni 

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Le arance degli Invisibili.

Le arance degli Invisibili.

Scendo dall’auto, dopo trenta chilometri di buio, è mattino. Vado in classe, come tutti i giorni.
Arrivano poco per volta, chi da solo chi in piccoli gruppi. Ci sediamo tutti intorno al lungo tavolo, neanche oggi sono riuscito a prendermi la sedia imbottita dell’insegnante.
Comincia a parlare Liban, che ha solo venticinque anni, ma già tre figli. Lui conosce solo guerra: in Somalia dura da quando aveva 5 anni, ininterrottamente. Parla come se recitasse un salmo, o i versetti del Corano. E mentre parla, ascoltano le donne velate che devono imparare a leggere. Scandisce Liban, ciò che gli hanno detto quelli che lui chiama: i miei Fratelli.

Dopo Rosarno, è ora di ribellarsi. Il popolo delle arance della Calabria ha detto basta.
Basta allo sfruttamento, basta al razzismo.
Ricordiamo agli italiani quando i meridionali immigrarono al Nord: volevano braccia, arrivarono uomini.
Nella classe di adulti stranieri c’è un silenzio attento. Come se Liban fosse il Muezzin, dall’alto del minareto. Fanno si con la testa i giovani del Congo, scappati dalla miseria e dalla guerra per accumulare il Coltan, il nuovo materiale per cellulari.
Liban continua a parlare, adesso anche la donna russa, abituata agli alberghi a 5 stelle, lo sta a sentire.
Abbiamo deciso tre cose per renderci visibili e una grande apparizione per smettere di essere come le ombre nella notte nera. Nel tempo che rimane da oggi fino al 1 Marzo, mangeremo arance, tutti i giorni.

Cominceranno quelli tra noi con la pelle nera, quelli che hanno acceso il fuoco nel grande camino che ci brucia. Poi via via, si uniranno i popoli con la pelle e la fede d’altri colori. E mangeremo pomodori, tutti i pomodori, fino a farli sparire. E ogni giorno alle 17, in tutti i luoghi in cui saremo, inizieremo a correre, per rendere visibile la nostra esistenza. Quelli di noi che potranno, correranno, ovunque.
Io ero ammirato, pensavo al suo italiano, molto migliorato, e stavo per dire qualcosa, e intanto dicevo si con la testa a Graeme, l’australiano maestro di tango, al gruppo dei cinesi che si stava facendo tradurre dalla più brava.
Stavo per dire, Forse-cominciamo-adesso-la lezione? quando la suora del Kenia, ridendo, contagia tutti con la sua allegria, e muovendo le gambe ossute come per un ballo, dice:

E il 1° Marzo, in questo Paese, tutti renderanno Grazie al Loro Dio. Sciopero di tutti gli stranieri.
A mezzogiorno guarderemo il cielo, e ci sarà anche la nostra Luna .

da “In villa nel cartone” Lino Di Gianni

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Rose, io lavo le rose

Rose, io lavo le rose

Rose, io lavo le rose
pulisco le scale, osservo ragnatele
fino a che il ricamo catturi
una mosca

Ombre, io curo le ombre
porto il the a chi dorme per strada
aiuto le donne a portare la spesa
assisto i gatti nella neve d’inverno

Interstizi, io mi occupo di angoli
di spazi lasciati mezzi vuoti e mezzi pieni
senza sguardi, senza speranza
come la mente di certi migranti
che inseguono un nome, un paese, un soggiorno
e rimangono lì, nello spazio sospeso
tra un pensiero, una parola,
un abbraccio che tarda

Rose, io lavo le rose
pulisco le anime, osservo pensieri
fino a che la vita rilasci
Fortuna

lino di gianni 2020/2021

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Empatie

Empatie

Io cerco
cerco bolle
di sapone

Ho passato il Tempo
tentando di farle
durare a lungo
sulla mia mano

Per riuscirci,
ho dovuto adattare
la temperatura
del mio corpo
a quella delle bolle

lino di gianni 28/8/2021

foto mia

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Ho una rosa

Ho una rosa, è indietro
da mille anni
ogni giorno mi dice
vedrai un bocciolo domani
e poi fiorirò

Ho una rosa, è avanti
di mille anni
ogni giorno mi dice
vedrai che cadranno foglie
domani, e poi morirò

Ogni giorno guardo la mia rosa
la nutro di buio e di gentilezza
sottraggo il suo tempo, alla morte
e attendo, con curiosità
la nostra sorte

Un giorno ci chiederanno conto
di come abbiamo custodito
quei giorni in cui la rosa
era una promessa di
nuove invoglianti Primavere

lino di gianni 23 Agosto 2021

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