La Rosa Africana

La rosa la rosa da bagnare
non cresce qui il mare il mare
non so nuotare
ogni mattina penso devo andare
dopo non avrò più la forza o il coraggio

la notte e il giorno qui sono sempre uguali
e domani sarà ancora così non c’è lavoro
non c’è speranza non c’è casa non c’è ospedale

non ho mai visto nessun uomo nero
in Africa i primi neri li ho visti qui
perché c’erano anche i bianchi e allora
ho capito che non eravamo tutti uguali

ma questo l’avevo capito già prima
che non eravamo tutti uguali
perché io mi dicevo come mai come mai
con tutte le ricchezze naturali del mio Paese
pochi pochissimi hanno tanti soldi e macchina grande
e io e tanti non c’è lavoro non c’è soldi per mercato
solo figli e fame per tutti
Adesso io sono qui io sono contento ma adesso
ho bisogno di un lavoro devo mandare soldi
la fame non aspetta mi hanno dato tutti i soldi
per farmi prendere la barca tu sai, vero?

Mi piace stare qui la gente è gentile ma ma
ho sentito che qualcuno non vuole più altri arrivi
amico è come mettere un dito nel buco di una diga
E anche se tutta la Libia diventa una prigione
non c’è abbastanza spazio per tenere dentro tutta L’Africa
e il collo dell’imbuto presto salterà

Grazie, amico, per quello che fai per me
da uomo a uomo, non ci dimentichiamo

(lino di gianni)

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Yako, mi dispiace

Articolo pubblicato su Comune.info
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Esiste un confine, in mare?

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Esiste un confine, in mare?
Esiste, lo passi coi soldi

Esiste memoria
di quando le acque
hanno aggiunto
sale alle onde e morti al fondo?

Esiste, nei ricordi
delle persone
quando il cielo
era lo stesso per tutti

(lino di gianni) luglio 2017

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I ragazzi migranti, appunti di un maestro

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L’estate al tempo dei migranti

migranti

Per i disperati, l’estate è giocarsi
la vita sul mare
Se resti a casa, non hai futuro
sei già morto
Se provi ad attraversare il deserto,
il mare, una possibilità ce l’hai

E mentre i poveri precari della sponda
di qua si danno fuoco per avere almeno
il sussidio di disoccupazione, i poveri
che non fanno notizia nemmeno se muoiono
provano a mettersi in viaggio, da soli, uomini
donne, giovani

La meglio gioventù dell’Africa che è costretta
a usare i pochi soldi raccolti dai parenti
per salire sul Titanic Europa, che si dirige
verso i ghiacciai, con la terza classe
disperata senza lavoro che pensa al calcio
e i governanti che salvano le banche
coi soldi di tutti, e investono in armamenti

Ci salverà chi la guerra non la farà?
Ci salverà chi non crederà più al
potere delle banche?

Forse ci salveranno i nuovi giovani migranti
se si uniranno contro gli sfruttatori loro
e nostri, che sono gli stessi

(lino di gianni)

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Mio nonno si chiamava Michele

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Mio nonno si chiamava Michele

Mio nonno si chiamava Michele
mio nonno era figlio
di contadini molto poveri
mio nonno correva
mio nonno era comunista

correva scalzo chilometri
e chilometri attorno
alla campagna di Orta Nova
in provincia di Foggia
correva con le scarpette
fatte a mano dal calzolaio
del paese alle maratone
alle Olimpiadi di Los Angeles
del 1932

quando c’era il passaggio del duce
nelle vicinanze per precauzione
lo mettevano in galera come testa calda
in gioventù andò in America
e sua moglie lo fece tornare dopo due anni
dicendogli che la figlia prediletta
era gravemente malata ma non era vero
in vecchiaia andava ancora a piedi
alla fabbrica sedici chilometri ad andare
sedici a tornare
e’ morto con un buco nel piede mal curato
aveva consumato le suole correndo
da uomo libero
per le strade del mondo senza soldi
senza trucchi di medicine
con le scarpette fatte a mano
dal calzolaio del paese

la sua città natale gli ha dedicato
lo stadio del paese a Orta Nova
commosso io nipote ringrazio

(da ” Permesso di soggiorno” di Lino Di Gianni)

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Il volo di Issa

Dedicata a un amico, che oggi “prende” la terza media

Il volo di Issa

E ci fu un giorno
ci fu un giorno diverso non nero
non di solitudine anche se eravamo
in tanti in quella barca
ci fu un giorno che finalmente
io nero uscii dalla notte e arrivammo a
Terra

ma prima mio fratello rimase per sempre
nella stiva di quella barca ma di questo
capiscimi, non voglio parlare

E ci fu un giorno, un giorno speciale
in cui, su quel palco, tra amici
con i tamburi del mio paese, con lo Djembe
io cominciai una danza, sì,
una danza per volare

Io,uomo nero, potevo finalmente
alzarmi sopra la terra e passare
anche sul mare, senza confini
per dire a tutti
sono nato sulla Terra?
Allora non sono clandestino!

(lino di gianni) testimone della danza e del volo

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