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lievi[ta]menti
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un video molto bello
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Daniela Molinero e Angeles Aguado Lopez e le studentesse straniere
Se ben che siamo donne
Iniziative intorno all’otto marzo
Avigliana Presso Centro La Fabrica dal 23 febbraio al 24 marzo
Orari di apertura della Biblioteca Civica Primo Levi (altri orari su appuntamento)
Breve storia del lavoro delle donne in Valle
Dieci pannelli che illustrano la storia delle principali fabbriche in cui hanno lavorato le donne del
nostro territorio dall’inizio dell’industrializzazione alla loro – quasi completa -chiusura.
Testimonianze raccolte in molti libri che ci raccontano storie di fatiche e di conquiste, di
sfruttamento e di emancipazione
e
150 anni di italiane: storia della partecipazione delle donne alla costruzione
dell’Italia unita attraverso 150 anni di lotte e di passione
Una mostra molto particolare per rendere meno rituale e retorico un anniversario importante. La
scelta è stata quella di indagare sulla storia quasi sconosciuta delle donne italiane che hanno
contribuito in mille modi alla costruzione del nostro paese, alla sua ancora sempre fragile unità.
Le donne sono poco presenti nei libri di storia tradizionali, anche perché quelli più diffusi sono
stati scritti da storici. Se si vogliono trovare le donne nella STORIA occorre stanarle attraverso
il lavoro di eccellenti storiche che hanno scelto altre strade, altri documenti. Eppure appena si
affronta questo tema di ricerca le donne ti si impongono e hanno mille storie da raccontare. Si
impongono nelle loro individualità e nel loro essere genere, nelle battaglie, sempre nuove e
sempre uguali, per uscire dal silenzio. Nelle le battaglie per sé e per tutti.
Figlie di, mogli di, madri di… e a un certo punto solo donne, se stesse. In questa occasione
vengono mostrate storie di donne diversissime, ma unite da una ricerca appassionata della
propria strada nella STORIA dell’Italia e dal desiderio di farne parte attivamente. Anche oggi.
Le due mostre sono state curate da Rita Margaira de La famija ‘d Drubiaj
Inaugurazione giovedì 23 febbraio alle ore 17,00
saranno presenti:
• Angela Bracco, Assessore alla Cultura del Comune di Avigliana
• Teresa Bonaudo, impiegata e poi disoccupata, che ci racconterà la sua
esperienza e le sue riflessioni
• Daniela Molinero e Angeles Aguado Lopez e le studentesse straniere del corso di Italiano per stranieri, che attraverso canti e letture ci faranno rivivere pezzi importanti della storia delle donne al lavoro
• Enrica Cantore, autrice del libro “Storie Tessute: il maglificio F.lli Bosio di
S. Ambrogio di Torino
• Susanna Preacco, vicesindaco del Comune di S. Antonino
Inserito in lino di gianni
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Appena tirata a lucido
l’alba
si preparò a piegare per bene
il telo di plastica
per non sentire troppo
i morsi del freddo
la trappola dell’umidità
le calze spesse, il cane
lì vicino, sul cartone
quella grata di ferro
col fiato di calore
teneva la sua vita
mongolfiera sul cielo
scavalcato delle povertà
In fondo era semplice
avere tre pensieri soltanto
in tutto il santo giorno
come nenia ossessiva
trovare da mangiare
magari un bagno pubblico
e un posto da dormire
Per i sogni le musiche
i libri restava un tempo addietro
quasi un autobus che non
riusciva a prendere
gli incontri li faceva
si parlava del tempo
della crisi del traffico
poi qualcuno le dava
una magra monetina ma lei
era contenta di vivere cosi
regina sconosciuta
barbona dichiarata
in villa nel cartone
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l’uomo del treno.film.recensione su mymovie
un film doppio, a voi la scelta
|
| mercoledì 22 febbraio 2012 |
| L’uomo del treno è un film con due possibilità di lettura. Nella prima lettura, il film è noioso, la storia banale, il finale scontato: due uomini diversi si incontrano, forse vorrebbero scambiarsi le vite, ma poi ciascuno conclude la propria. Nella seconda lettura il film è molto ricco di emozioni, di significati che rimandano ad altri significati. I due attori, scelti magnificamente e diretti dal regista che ha saputo girare film incantevoli (come “Il marito della parrucchiera!)i due attori creano atmosfere con gli sguardi e i dialoghi ; tagliente e reticente uno, ridicolo e amaro, l’altro. La vita di un altro che sarei potuto essere. Film da vedere per chi l’avesse perso, da gustarsi con calma, in attesa di rivederlo, prima o poi. |
nell’attimo
Nell’attimo che seguì
era un corvo
salutava con un cenno
guardava mirando ai
particolari
una ragazzina con un becco
a punta un gonnellino rosa
e un ciuffo in testa
una donna anziana con gli occhiali
rotti
e queste case in cui
passeggiavano nelle ore
solitari fantasmi medievali
il lago di ghiaccio
e la Sacra tra la nebbia
Sotto i piedi ore
Selciati
Grida tra il sole e l’asilo
col riposino del dopo pranzo
mani sotto la testa e dormite
Per fare l’amore ho cercato
La storia nel libro di Omero
Don Chisciotte e Bovary
Ho trovato un sorriso
che aspettava dietro l’angolo
mi sono messo un guinzaglio
e mi sono fatto portare
al mercato delle parole
per confondermi tra quelle
dette e quelle dimenticate
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Di tutte le onde del mare che
Di tutte le onde del mare che
arrivavano in forma di soldati
ubbidienti ne fece ricordi
riempiendo bicchieri
Con le false premonizioni impastò
la farina ordinaria con quella
promettente di mandorle amare
finimente tritate e abbrustolite
Andò a guardare bene quante donne
vivevano con una pensione minima
andò a vedere bene quanti morti
sul lavoro al giorno
andò a vedere bene quanti morti
cercando un altro Egitto
e si dispose a cantare una canzone
dolce e struggente come antico lamento
allegra e ridente come un vecchio gioco
nascosta e segreta come
il riccio che attraversa la strada
Lino Di Gianni 26/11/2011
Inserito in lino di gianni
Etichette allegra, farina, gioco, lamento, lavoro, mare
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