Sicché tempesta o altro cattivo tempo-poesia- Lino Di Gianni

Quasi, come se
Non si vedesse bene
Non si mettesse a fuoco

Un passo dietro l’altro:
il campanello, la porta
Il braccio che si alza
a suonare

Quasi, come se
Non ti vedesse da tanto
Non ti riconoscesse più

E’ una pena, aspettare
Ancor più grande è
annichilire
Ma passerà, oh certo,
passerà

Già vedo le canne
dell’orto che non ho
promettermi pomidori
e zucche e erba
asparagina, che se non
c’è, la invento io

26 Maggio 2012  Lino Di Gianni

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Il testamento di Tito-poesia-lino di gianni

 

Una, una sola parola
che dica tutto
Con passo tranquillo
con serenità di sguardo

Butagè

Ti scaldano, bruciando
legna che scegli
con cuore antico

Ti sfamano, con un
fascino di sapore da forno
Segnano il cuore caldo
della casa, da alimentare

Con dovizia di particolari
Con moltitudine di
attenzione
Ogni tanto ti rivolge
uno sguardo pacato
come lama tibetano
impegnato a guadare
torrente di montagna

e mattino, giorno
notte rimane lì
Con la sua cenere dei giorni
e qualche fiore
In attesa

Nella mia casa ho disegnato
lo spazio per un butagè
L’ho fatto quando ero piccolo
E non arrivavo a spostare
I cerchi di metallo
Per aprirne la bocca
Al vapore del contenitore
Per scaldare l’acqua
Al mistero del sotto
Da cui si toglieva cenere

Invece di una proposta di matrimonio
Scegliere di sciogliere
I giorni tra legna, caldo
E pietanze che attendono
Il ritorno
In testa un basco
Negli occhi ciliegie

24 maggio 2012 Lino Di Gianni

 

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Vino Placido Rizzotto

 

E’ già una cosa bella,
mi dico,
avere taciti regali
senza nemmeno chiamarli
così
come fossero invece
talismani
contro i pericoli
del bosco

un lievito per del pane
buono
un altro lievito
di cento anni
un sapone aromatico
dei cibi asiatici
piccanti e speziati.

Pazienza che in questi giorni
non posso mangiar né pane
né pasta né frutta e né verdura

pazienza che non posso
assaggiare il chapati
e la carne speziata
e quel condimento
bianco denso e piccante

mi rifarò domani
dopo l’attraversamento del
bosco
dormirò due ore
o forse più

in attesa dei quindici
giorni molto, forse
troppo lunghi

ma io spero di no
non tanto e non solo
perché- vorrei che fosse
così

ma perché io ho
ricevuto dei talismani
e se servirà
userò il lievito di
cento anni
per sfamare i lupi
della modernità

nasconderò l’odore
con gli aromi dei lavaggi
che non mi trovino
impreparato
i cacciatori di cellule

e se proprio dovessi
tardare avro’ cibo
piccante da assaggiare
in compagnia dolce
con il vino messo da parte:
cooperativa Placido Rizzotto,
in onore del sindacalista
ucciso dalla mafia,
dalle terre e dalle vigne
di Libera.

 

23 maggio 2012     lino di gianni

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E muover d’altrui sensi

 

in una scatola chiusa
ermetica
conchiglia con appena
una perla

un segno tracciato
come ad indicare
ha vissuto

poca sabbia, qualche
goccia
in avanzo d’acqua
in affanno d’aria

e una linea d’orizzonte
arrotolata
come a dire

mi sposto da qui

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dolori, orrori

si può cantare la poesia
se una ragazza muore
a sedici anni?
si può leggere la poesia
se un terremoto uccide
con leggerezza distratta?

si assiste con dolore
con ottusa attesa di notizie
quasi non volessimo crederci
quasi non volessimo esserci

vogliono seminare terrore e spavento
in noi e nei nostri figli
per farci mettere la testa nella sabbia
e dire io no io non ci sono

con dolenzia e rabbia quieta
non ci resta che alzarci in
piedi e dimostrare che
da quella porta non passeranno

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test A2, per superare l’onda

N.b.

(Ogni due mesi circa, lavoro dalle 8 alle 21, come ieri.
Dobbiamo esaminare persone, per legge,
che dopo 5 anni chiedono di sostenere
il test A2 di italiano, per l’ex carta di soggiorno.
Per le pratiche burocratiche, ciascuno paga circa 280 euro,
e se non supera il test, con almeno 80 punti su 100,
deve rifare tutto dall’inizio, pagamento compreso)

sono arrivati piano, chi
da solo, chi in piccolo gruppo

con i loro vestiti della festa
qualcuno con mani grosse
che non ricordava gli scavi della
penna

sono arrivati con le loro
facce antiche
di chi guarda davanti a sé
il mare un campo o la montagna
e pensa a come
se ne deve andare

hanno speso soldi sonno e tempo
e devono dimostrare
che dopo 5 anni
sanno scrivere e parlare
nella nuova casa
dove son andati
ad abitare

in tempo di crisi
i primi a perdere
il lavoro
chi faceva il panettiere
chi guardava stare fermo
un giardino
chi ha lasciato due figli
nella casa lontana
chi ha portato gli altri due
nella casa vicina

guardavano questi fogli
come se dovessero leggere
i fondi del caffè
poi mettevano crocette
sul vero
ma forse, pensavano,
chi può dirlo
che non sia
interamente falso

due di noi ci siamo
inventati mille trucchi
per superar la diga
mentre il terzo, notaio
del nulla, cercava le ragioni
per fermarli.

Abbiamo rimboccato le coperte
e tirato a noi l’onda
e tutti son passati oltre.

lino di gianni

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Feed Back

In ogni spazio tra
la sedia e il tavolo
prima di prendere la
forchetta
mettendo l’acqua
spiegando il tovagliolo
quasi ormai
portando alla bocca
prima di

tutti quelli che
han tagliato il grano
custodito le capre
dei formaggi
aspettato l’insalata

tutti lì
in attesa che io mangi
osservando con dovizia
di particolari

pare un’inezia
eppure siamo abitati
dai gesti degli altri
dalle musiche che si portano
dentro
dai pensieri stropicciati
dalle ansie e simpatie

io apro l’ombrello
e scarico la pioggia
intercetto un tuo sorriso
scoiattolo che cerca
il gheriglio
e contende le ciliegie
nascoste ai passeri

mio nonno mi diceva sempre
e io non lo capivo mai
u ti-ni o’ fid back?

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