Il dolore

Quando il dolore è troppo grande
non c’è lingua che possa contenerlo
perdere un figlio piccolo
mentre stai cercando una nuova vita

Non basta il mare a seppellirlo
non basta la notte ad addormentarlo
gli occhi nel dirtelo contengono
ancora quel sale
e il silenzio che l’accompagna

(lino di gianni)

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Pescatori di MedioEvi

Pescatori di MedioEvi

Avevano bisogno di corpi da buttare
nel calderone della prima guerra mondiale
e fecero L’italia, per la prima volta
mandando al massacro contadini di tutte
le parlate, sotto il comando di generali inetti
che mai, mai ci rimisero l’osso del collo

Avevano bisogno di rifondare l’Europa
e ridisegnare i confini con la Russia
e dopo il 1929 e la crisi dei mercati
distrussero città e capitali e proletari e ceti medi
per una nuova geografia mondiale

E nel frattempo si teneva sotto ferro
un continente come l’Africa, riserva di minerali e manodopera
a prezzo di schiavitù
Qualcuno, lungimirante, ne faceva un deposito vivente di pezzi da trapianto

E si inventarono le famiglie patriarcali e la stabilità assicurata dalle religioni
Adesso, i mercati sono nel mondo, e le persone sono chip di memoria limitata
Servono teste vuote con istruzioni limitate e ripetitive
flessibilità, pessimismo e droghe che tengano occupata la testa

E ops, cercano isole per persone che apprezzano la bellezza
delle cose solitarie, legate alla terra, e imprigionarle
mandarle al confino, come fu con gli antifascisti

Ogni persona anziana, una memoria da tutelare, contro il vuoto
del pensiero unico
Smetti di farti il selfie al cervello

(lino di gianni)02_Dondero_1963

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La Grammatica della Povertà

blessing

(Questa poesia è dedicata a Blessing, donna nigeriana
che praticava lo studio della geografia passando i confini
Ignorava che il più freddo sarebbe stato il cuore della polizia
che l’ha spinta a morire nel fiume a Primavera)

La grammatica della povertà

Esiste una grammatica della povertà
sconosciuta e ignorata
volutamente, certo
dagli oppressori

Primo indizio, lo stato dei denti
Cadono, costa troppo curarli, sostituirli
Secondo indizio, lo sviluppo della muscolatura
delle gambe, o lo stato della schiena
Spesso i lavori pesanti, ripetitivi
Su tutti, la scuola è il primo lusso, a essere tagliato
Fin da bambini, s’ha da essere produttivi
il Tempo tuo, è danaro per gli altri

Anche se vali pochi soldi, magari sei sempre
buono come vuoto a perdere, puoi servire per
essere derubato degli organi interni al tuo corpo

Una società che volesse cambiare
dovrebbe tornare a ridarsi il programma
più disatteso da tutti i governi della Storia:
Libertà, Fraternità, Uguaglianza

Per realizzarlo, basterebbe abolire
cosette semplici come Dittature, Nazioni e Liberismi

E se cominciassimo a mandare a scuola, almeno fino a
quattordici anni, tutti i bambini? Bambine comprese?

(lino di gianni)

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E’ strega?

Si muove oscillante, col suo mantello
piegata in due, nasconde, svela.

E’ strega ?

No, taglia la cicoria, ascolta Bach
legge Eschilo, traduce Simone Weil,
ma.

Ma, ha scelto la mente senza frastuoni
vuole vedere crescere le radici, avere
le mani gonfie per la terra,, e la stanchezza che incanala
del corpo i torrenti inquieti.

Negli occhi si son mischiate le città
gli arrivi e partenze
ha imparato a mangiare
ubbidendo solo a dei cenni
dormire col sole calante
e prevederne i risvegli.

Ha coltivato la durezza delle pietre
per farne intima, interna
insalata.
Me ne offre di fresca,
appena tagliata, poco fa
l’ha chiamata poesia.

(lino di gianni)

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Patate calde

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Le parole furono servite
come patate calde sotto la cenere
parlavano di mare di viaggi di altrove
i fatti si annunciarono alla finestra
erano la barca che mischiava acqua e petrolio
noi rinchiusi nel posto più misero delle tariffe

Quando sfiniti vedemmo sollevare i bordi
della notte ci urlarono in lingue sconosciute
la paura di essere buttati a fondo o abbandonati
o mangiati come in quel paese dell’Africa

Tornammo a casa soli stanchi delusi
derubati dalla speranza anche questa volta
non eravamo partiti non bastavano i soldi
solo sogni e incubi in mancanza di forze
E non chiedermi perché adesso, finalmente sono qui

(lino di gianni)

Foto di Salgado

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Cielo

Quale parola, dite qui
per dire, cielo?

Usate il blu, usate il volo,
usate l’aria o il vento?

Noi,diciamo, quando il mare
si guarda allo specchio
Il cielo è uguale per tutti

(lino di gianni)31924585_10212392093973420_739174192448012288_n

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Apparenze

scrivere, in apparenza, di poesia
è come dare il permesso, a qualcuno,
di dirti: imbecille

(lino di gianni)

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