Nello spazio tra le pietre

Nello spazio tra le pietre
del muro di una casa costruita
a secco, senza cemento

nelle mani sapienti che hanno
radunato la memoria delle albe 
il lascito del gregge nei dintorni
la durezza trasparente dell’acqua che
modula la voce sulla variazione della sua portata
là, puoi trovare ancora quella poesia
fatta di legna nel camino sobrio, fuoco e cena a sera

Respirano le foglie nel buio della notte
si scandiscono versi, quasi ancora da scrivere
sul viandante che non può trovare un porto
stanno sospese la speranza e la salvezza di un mondo
che ha perso l’orizzonte, il cielo e la memoria di Terra

Chi guarderà negli occhi l’Africa?

(lino di gianni) 5/1/2019

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Un fiore cresce

Un fiore cresce di nascosto
una lingua si impara piano
il viaggio è nel cammino

pensavano di difendersi dai Mori
costruendo Muri
hanno inquinato le fonti d’acqua
privatizzato i semi
convinto le persone a mangiare cibo precotto
e perdere tempo dietro la chiacchiera da scatolette
spostandosi in scatole di latta come fossero carne simmenthal

Un fiore cresce di nascosto
una lingua si impara piano
il viaggio è nel cammino

sbocceranno nuove speranze:
chi coltiverà la terra chi imparerà i codici per sbloccare i cervelli
chi si accorgerà della saggezza degli animali
umili pazienti intelligenti che ci accolgono
tra di loro
chi insegnerà a suonare uno strumento
per evitar la guerra
chi colorerà nuove scatole matrioska per
metterci una sorpresa

chi inventerà un nuovo vocabolario traducendo la parola
“straniero” con la parola” amico”
chi scriverà poesie su carta fragilissima
che si dissolverà al vento nel giro di un giorno
come un mandala collettivo, pieno
di gentilezze

chi modificherà i confini, soprattutto quelli
della propria mente
fino a sentirsi cittadino del mondo
dove tutto il mondo è Paese
cittadini spaesati Unitevi!
chi tramanderà le canzoni
di Georges Brassens

Confidiamo nei nuovi bimbi, figli di amici
che spingeranno più in alto i loro cuori sulla “calcinculo” della vita!

(lino di gianni)

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Gli effetti secondari dei sogni

Che colore hanno, i sogni?
quelli che vivi come reali e solo dopo
ti accorgi che non lo erano

Come quelle situazioni della vita,
che credevi continuassero domani
e invece perdevano i contorni

Gli effetti secondari dei sogni
che vivi ma aspetti di svegliarti

(lino di gianni)

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So che…

So che l’acqua del mare
non entra in un bicchiere
che il barbone che dorme
nel freddo dell’inverno
rischia la vita

So che partire per attraversare
un mare è mettere in conto di morire
e si portano i figli perché si è
alla disperazione

So che coloro che fanno le leggi
non hanno problemi di casa, di soldi
di guerra, ma solo di rimanere dove sono
e accumulare il più possibile

So che le parole che si scrivono
sono l’arte più difficile da esercitare

perché sono parole, che non sono
nemmeno parlate,

e dunque sono come
semi che se il terreno non è pronto
non nascerà niente

lino di gianni

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La poesia, è Vuoto?

La poesia, è Vuoto?

La poesia passa indenne nella
caduta della Speranza
è Fenice che risorge, sue ceneri
le parole sue scintille sentimenti
Ha parola muta, ma parla
Ha gesti vani, ma incide
I poeti non esistono, si suicidavano
per dimostrare versi ora versificano
sul vuoto, spesso. Spesso, ma non sempre
Ci spogliamo degli abiti, per ritornare pelle

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(lino di gianni) 17/12/2018

Foto di Ferdinando Scianna

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Cos’è

Cos’è che ti sveglia al mattino
anche se freddo se sonno
o lentezza che ti tiene nascosto?

Cos’è che ti mette in cammino
perfino su mari deserti o dentro
lingue sconosciute
lasciando amici parenti e il cielo consueto?

E’ una musica che sentono in pochi
che ha un’eco nella tua testa un battito tenue
ma continuo
quasi dicesse scopri la fonte e impara le note

Forse è rabbia forse ricerca o tenerezza
E’ tenere in braccio un bebè e scoprire
per la prima volta
quanto poco è il suo peso adesso
quanto grande il suo spazio domani

Da vecchi, la musica è in un pezzo di carta
Se capisci, puoi suonare

17/12/2018 lino di gianni

foto di Ferdinando Scianna

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Il gesto

Il gesto
Sono nato con le montagne
alle spalle e il mare davanti
la mia casa era un divano
che si chiudeva al mattino

I treni che ho visto
non avevano stazioni
qualcuno scendeva
qualcuno si perdeva
qualcuno aspettava

io scrivo dei viaggi
per quelli che si fermano
chi guarda le rose
chi pulisce qualcuno
io affitto parole
tra uno spettacolo e
l’altro

di tutti gesti imparati
col tempo m’è caro
uno facile da tenere a memoria
quello per dire ci vediamo dopo
senza mai dire quando
né dove
lasciando aperta
l’attesa

Feaci Edizioni Lino Di Gianni – Permesso di soggiorno

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