‘o purp nnam’murat*


Che ridere, se tu lo sapessi
i banchi di quelli che vendono
in piazza, a Cambridge,
sono come il tuo.
Non  avresti potuto leggere Il Bardo
(magari saresti stato tra la folla,
all’epoca)
O fuori, dietro
dove cagavano i cavalli,
per non pagare.

Mi raccontavi sempre quel sogno,
che facevi da piccolo:
una bambina con la faccia delle olive
che si metteva al collo
galleggianti di reti color del vino.
E poi entrava in acqua,
a spandere le reti,
cogliere grano
e soffiare aria verso
un cielo che stava a fondo

E io ti ascoltavo, incantato
e credevo" foss ouero":
bambino, sdraiato sotto il banco
nel caldo della contro-ora,
a guardare il fondo,
nelle gambe delle donne, lì in alto.

* Il polipo innamorato

<!–

–>

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