I Racconti delle Sindromi 4.L’equivoco (La sindrome dell’X fragile)


I Racconti delle Sindromi 
4.L’equivoco (La sindrome dell’X fragile)

Dalla stanza della sua prigione si vedeva in lontananza un cielo.
Fabrice, sapeva che sotto quel cielo c’era un parco.
E usava la fantasia per immaginare di camminare su quel prato verde assetato di sole vero. E cercava di ricostruirsi, nella testa, qualcuno dei giorni passati in compagnia di Therese.

Di quando lui, da Parigi, le mandava foto dei vestiti per lei, per far vedere che la pensava, che se anche non li compravano per mancanza di soldi, quei vestiti appartenevano a loro, perché li avevano scelti.O di quando, all’Isola, seduti vicini sul promontorio da cui si vedeva la costa illuminata dai fuochi del 14 Luglio. Si scambiavano parole al buio, fingendo di essersi appena conosciuti, per continuare il momento magico di quando vuoi sapere tutto dell’altro, ora, adesso.

– Posso sapere come vi chiamate?
– No, è meglio non addossare colpe, a chi poi ci lascerà
– Temete gli abbandoni?
– Non pensate a questo, adesso. Ditemi, sentite anche voi lo spazio nel buio, quella frattura delle cose spiegate, e l’adesso, istupidito nel fissarvi negli occhi?
– A me manca già, la vostra bocca. Non sapevo potesse lasciare rimpianti
– Si, il tempo passato senza conoscervi
– Forse era necessario!
– Ma adesso lasciatevi abbracciare, testimoni solo qualche gufo nel silenzio interrotto dai rospi.
– vi prego fate piano, o stringetemi che io non abbia più fiato.

Uno a uno i momenti passati sgranavano il rosario dei ricordi nella mente di Fabrice, quando la vita apparteneva a una donna, la donna dell’Isola. Prima che fosse colpito dalla malattia che cancella i ricordi e prende forma di una mano che disegna, che tenta di ricostruire dall’inizio un quadro che aveva visto più volte:I mangiatori di patate.

Fabrice aspettava che la cella prendesse luce dalle lampade, per far vivere lo sfumato cancellato a gomma.

Ma, lo sapeva: lui non sapeva né disegnare, né dipingere.

Poteva solo accontentarsi di guardare.O usare le parole, per dare forma e volume e vita a quei corpi.E la sua testa andava alle corse nell’isola con Kira, la cagna che aveva portato dai Pirenei,

Kira, che abbaiava a tutte le divise, compresa la tonaca del prete, e lui doveva scusarsi. Gli occhi rossi come braci ardenti dietro il cancello di quell’ultima gabbia, quando la trovarono randagia dopo che qualcuno l’aveva picchiata e rubata. Stava, Fabrice, immobile. Quasi trattenendo il respiro.

E gli sembrava, assurdamente, di sentire le cicale frinire col buio che avanzava, anche lì, a mille km dall’isola.

La sera avanzava anche nell’ Isola, nella casa di Therese, che attendeva il canto del cuculo per mettere su la lampada e rileggersi le cose che aveva scritto.Therese credeva nel potere delle parole, che ti restano addosso, con la una fragranza che dura per ore. Sorrideva, nel buio a pensare ai propositi anarchici di Fabrice, quando le diceva: a me piace regalare qualcosa alle persone, perché li spiazzo. Li vedo in affanno, a pensare a cosa c’è sotto, a pensare a come ricambiare- per sdebitarsi-

Invece, diceva, Fabrice, il mio dono è gratuito. È inatteso.

E ha valore solo per chi riesce a capirlo. Per questo regalo i libri che scrivo.Come se fossero legna da ardere, se sai vedere il camino che c’è, pronto ad accendersi, con uno sguardo vero, deciso, prolungato. Come uno che ti sfiori, chiedendoti scusa.

(continua)

Lino Di Gianni

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
Questa voce è stata pubblicata in lino di gianni. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...