Il diavolo sulle colline


©lapresse archivio storico cultura anno 1950 Cesare Pavese nella foto: Cesare Pavese riceve il premio strega BUSTA 2169

Il diavolo sulle colline 
(a Cesare Pavese)

A saperla guardare la strada
ti conta le storie
di tutte le scarpe che consumano
l’aria gli incontri le chiacchiere
il grembiule in ciabatte
la minestra avanzata che scalda
sul fuoco

finanche le rondini
coi voli straniti
intessono fili per gli orli a giorno
e se il sarto vecchietto
cuce solo per lui
non si arrabbia non svilisce
il piacere d’incontrarsi coi
paesani alla piazza:
sembra campanile d’altri paraggi
quando a Mostar sparavano fitto
la scusa era un dio
la realtà li sgozzavan da polli

ecco vedi mi diceva mio zio
ben che vada la vigna è bastarda
ti prosciuga i sudori la speranza

e ti porta tremori verderame e
i sogni notturni come tanti debitori
ma tu non cedere e vedrai che
poco a poco distilla i suoi umori 
come un amore violette
come il calcio della vacca che sgravida

sono occhiate che si srotolano
rapide come mettersi giacca
e cercare stivali:
si fa in tempo a vedere se spiove
se escan lumache

se nel fumo che accendo
brucian anche gli affanni:
poi tu esci gridi tutti i
tuoi anni t’incammini

e io ti seguo
vitellino in amore

da “Permesso di soggiorno” di Lino Di Gianni

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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