L’Internazionale dei timidi tenaci


L’Internazionale dei timidi tenaci

Si infilano dappertutto
sono dove non te l’aspetti
sono timidi chiedono
l’utopia
sono tenaci dimenticano tutto
ma non l’uguaglianza
di cui fecero rispettosa
domanda per tutti
i senza terra i senza casa

sono intelligenti si coltivano
in silenzio come fossero
piante da pomodoro
per sughi condivisi

sono invadenti riempiono di passi
le strade dichiarandosi nuovi
monaci e pellegrini verso
le vie della Francia

lavano i piatti stirano le camicie
sono curiosi delle lingue altrui
imparano uno strumento musicale
perché sanno che l’arte
non si acquista

a volte hanno desideri piccoli
come abbracciare una persona unica
che cambia insieme nel tempo
a volte hanno desideri grandi
come ringraziare tanto
coloro che lasciano il proprio
paese per offrire un po’
dell’anima del mondo

Noi ora e adesso dichiariamo
che tenerci sotto e all’oscuro
dei sentimenti di lucida
Tenerezza non ci basta
Vogliamo di più

Essere come alberi da abbraccio
Liberi pensanti e
camminanti

Feaci Edizioni – Lino Di Gianni – Permesso di soggiorno

[…Ecco da chi ha appreso la semplicità, il poeta Lino Di Gianni: dagli stranieri, ma anche dai bambini (“i bambini dal cuore di vento”), dai loro giochi, dalle madri “che continuano a raccontare una buona favola/ai loro bambini”

.Nella semplicità e fluidità paratattica, che appunto imita i modi e la scansione della scrittura infantile, è il segreto della duttilità del linguaggio poetico di Lino di Gianni. Un lessico quotidiano, il succedersi di scarni soggetti e predicati, assecondano a volte un amabile divagare sul filo della memoria, ma senza mai perdere di vista l’urgenza dell’impegno e le sfide del presente. La disarticolazione sintattica, insieme all’assenza di punteggiatura, favoriscono le diramazioni analogiche del discorso e lo arricchiscono di rimandi intertestuali. Questo andamento analogico, talvolta estremo, dà come un senso di liquidità dei testi. Gli stessi accapo della versificazione e la suddivisione in strofe non costituiscono delle cesure, ma delle sospensioni della voce, un prendere fiato, e quasi mai interrompono il flusso discorsivo…] dalla prefazione di Giovanni Monasteri

http://www.feaciedizioni.it/2016/10/1152/

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Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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