Avicenna


Esercizi di concentrazione.

Avicenna mise la camicia non stirata, si abbottonò, saltandone alcuni, e uscì.
Cercò gli occhiali in tasca, guardò il sole nel cielo e pensò ” Al mattino, le foglie..”

Camminando, vide un bambino, molto piccolo, appoggiato alla madre:
una cuffia con tre orsetti e la faccia da piccolo mongolo.
Teneva un biscotto sospeso e seguiva il volo di un singolo uccello.
Incerto tra il mangiare e il donare cadde per terra, e un poco cambiò anche il colore del cielo.

Si guardarono in faccia, gli adulti.
Si guardarono il bambino e l’uccello
e il cielo cambiò ancora configurazione.

Il suono di un violino sollevò una foglia,
il biscotto cambiò padrone

L’uccello trovo’ una madre, zampettando nei pressi.
Sull’albero, in attesa del volo
del nuovo bisogno di sperimentare i confini
ci fu un bimbo,con la faccia da mongolo,
un cielo acquisito
un orizzonte provato,
un falso movimento da ricordare.

lino di gianni 2005

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