La donna del seme a cipolle


vacca

La donna del seme a cipolle

La donna del seme a cipolle
non piange, annusa la terra
per sottrarne gli umori
senza l’acqua sa, che il
sole non basterà

La donna che nutre galline
sente chiacchiere improvvise
come il giorno del mercato
ma perché oggi facciano meno uova
non sa, o non dice
resta una piega di pelle, se guarda

La donna che governa la casa
che alleva figli
mischia i nomi di vacche
con quello di qualche nipote
come dire, nella vita tutto si tiene
l’importante è avere l’erba medica
nella stalla per i freddi a venire

Ecco l’unico suo tempo ritrovato
come un dialogo muto nel corso del Tempo
è tra le pagine scritte nel chiuso di stanza
di un malato borghese che non sapeva di bestie
ma piantava sementi precise negli sguardi degli occhi

Occhi grandi, storditi, al passo lento
come vacca che rumina
le sembrava essere lei stessa quella di cui il libro
s’occupava
come se avesse vergogna a esporre radici
in una terra non sua, da vangare in segreto
prima dell’alba che viene,
malgrado tutto

(lino di gianni) 8/7/2018

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