Cent’anni di solitudine (poesia di lino di gianni)


Cent’anni di solitudine

Cent’anni di solitudine, partendo dalle
trincee del Piave, contadini analfabeti
sbattuti nella guerra dei generali di carta
dei politici che volevano morti da gettare
sulla bilancia dei confini

Cent’anni di solitudine, con Gramsci morto in
prigione,e il dopoguerra di Liberazione, con i fascisti non epurati
nell’apparato dello stato, e il sindacato di Emilio Pugno
attaccato nelle fabbriche e nei reparti confino, gli anni duri alla Fiat

Cent’anni di solitudine, con la grande illusione del 1975
finita con la Bolognina e la gioiosa macchina da guerra degli occhetto
il movimento decimato nelle fabbriche dalla marcia dei quarantamila ruffiani
e avanti con un lavoro a giornata, senza più futuro

Cent’anni di solitudine finiscono e cominciano
questa follia liberista sega l’albero mondo su cui poggiamo
l’esistenza, il popolo sceso dalle palafitte americane
ancora elegge lo scimmione totem sperando nella sua forza

Rimane solo la speranza in un popolo minuto
di donne e giovani gentili
migranti uniti nel segno del viaggio
dentro e fuori di sé, che si tramandino e difendano
il più importante dei segreti:

senza una terra sana, il cibo ti uccide
senza una terra tua, le multinazionali sono chimica di morte
senza una terra di tutti, la proprietà è un furto: quello della vita

(lino di gianni) 17/6/2017

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www.linodigianni.it
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