Racconti da un corso di Italiano per stranieri : 1) Lost in Translation


Racconti da un corso di Italiano per stranieri : 1) Lost in Translation

Alle 6, parto. Stavolta in macchina, ho troppe borse e un vecchio portatile pesante. Al buio, la strada non si riconosce. Alle 7 tento di collegare il vecchio portatile allo schermo.Con questo ho la mia chiavetta personale per collegarmi a Internet. (In questa scuola c’è un bello schermo e un pc, ma né telefono, né internet)

Ma i tentativi s’infrangono quando arrivano i primi allievi alle 7,45.
Cerco di ricavare tempo dando loro una scheda facile con disegni e parole .Niente da fare, arriva un’accompagnatrice con 5 nuovi ragazzi, per fare il test di entrata.Sono minorenni, in quattro leggono a stento le sillabe. Mi sembra siano del Bangladesh. Poiché stamani ne attendo 22, chiedo ai 5 di tornare martedì per l’inizio delle lezioni.

Appena vanno via i 5 arrivano gli altri, i pullman in ritardo
Su 22 oggi si presentano in 15, di cui tre analfabeti in lingua madre.
Mi rendo conto che alcuni non sanno i nomi dei numeri nemmeno fino al dieci. Dando loro 18 disegni e 18 nomi facili, ne riescono a collegare al massimo due o tre, da soli.Mentre loro lavorano chiedendomi i nomi dei disegni (pere, mele, sale, cane, gatto, mucca-vacca no? Mi dice uno che traduce vache dal francese..penso alla vache que rire, e mi calmo un po’)

Devo fare un fascicolo per ciascuno, prendere le presenze, fotocopiare i documenti, (purtroppo da solo, poiché in questa sede non c’è bidello, né applicato di segreteria, né un collega)
Questa storia dei nomi e cognomi che confondono è un casino continuo..addirittura uno ha nome e cognome uguali..mai trovato prima, e parla Pashtun.
Prima che la mattina abbia termine arriveranno, nell’aula a fianco, i bimbetti della elementare per mangiare nella piccola mensa. Per evitare casini, faccio andare via i miei prima.

Verso la fine della mattina ho fatto il gioco del sì, un gioco che si basa sui riflessi condizionati e provoca grandi risate.

La regola è semplice: devi rispondere, ma non dire mai sì, né con la voce né con i cenni della testa, altrimenti perdi. Malignamente, io gioco chiedendo, per esempio a Lassine: sei tu Lassine?..inevitabilmente, fa cenno di sì, con la testa, e perde.

(Per massima vendetta, in altre classi, hanno fatto cascare pure me, col riflesso condizionato)

(continua)

Lino Di Gianni

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