La più bella casa di Bahia


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Un pranzo, un pranzo con molti piatti
Di paesi diversi, quasi sconosciuti
Cucinati con le sapienti mani che si tramandano
saperi imparati nella preparazione della
cucina di tutti i giorni
Non quella da ristorante, quella della memoria

Quella pasta e fagioli con il suo brodo gustoso
da ripulire il piatto con la mollica di pane
Quel carciofo rosso di Albenga con il sole
e il mare che hanno nutrito i suoi succhi
Quella marmellata di Ramasin fatta dalla nonna,
che frena il gusto del dolce e dell’aspro e accoglie
Il suo matrimonio con
il ruvido salato del Castelmagno stagionato

E così, ciascun abitante di Paese, a portare ciò
di più prezioso ha saputo preservare e
tramandare: la cucina delle madri, dei padri
delle nonne
Una curiosità che entra dentro la bocca
e unisce le persone che hanno mangiato e
accolto lo stesso cibo,le medesime bevande
Senza carta di credito, cucina molecolare
permessi di soggiorno
Perché la cucina buona, le tradizioni segrete
della semplice cucina contadina,
vanno difese e tramandate

La casa più bella di Bahia non fu quella degli abitanti
di tutti i giorni, persi tra tivù e cocacole,
ma quella ricostruita , seguendo le memorie,
da un’antropologa andata ad abitare lì

 

(lino di gianni)  15 /8/2016

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