Le poesie, sono strane


4.Gianni-Berengo-Gardin_Normandia-19331

Le poesie, sono strane (lino di gianni)

Io, le poesie, non le capisco
Io, per me, sono inutili
Come si fa a scrivere, dimmi tu
del mare, per esempio
Quale mare?

Quello di quando ero piccolo,
la spiaggia libera, l’ombrellone,
il tempo che finiva subito e non
passava mai?
O quello di chi attraversa di notte,
al buio, al freddo, con la paura di
annegare, con l’ansia di lasciare?

Io penso che le poesie fanno perdere
del tempo, a chi scrive e a chi le legge
perché non riesci ad avere soldi

Se  vendo una poesia, nessuno la compra
allora come faccio a comprarmi una macchina
nuova, bella, costosa, molto veloce?

Poi mi ricordo che io odio le automobili,
amo le biciclette o al massimo andare
in barca a vela, anche se non ci sono mai salito
e amo perdere tempo a guardare le nuvole,
se si vedono, ma fino a che non arriva il vento
allora mi piace leggere per cercare ancora le
storie che raccontano quelli che sono arrivati
di là dal mare, e si sono buttati in acque pericolose
senza salvagente e senza saper nuotare
(neri in un popolo di bianchi)

Amo perdere tempo, per questo scrivo poesie
sperando che altri lo perdano leggendo
e insieme si trovi il filo per uscire da questo Labirinto
di una società che spreca le persone come fossero
una partita di agrumi da mandare al macero,
per tenere alti i prezzi

lino di gianni(12/5/2016)

 

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www.linodigianni.it
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