La perdita delle parole


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Col passare dei giorni, perdo le parole
non per malattia o smemoratezza
ma come un albero che si spoglia
anche se non è autunno
Solo il gesto, mi convince

Gli occhi, non smettono più
la loro irritante ricerca di senso
E la bocca tace, in attesa di altre
necessarie, possibili, conclusioni

Io viaggio dentro navi che portano
i discendenti di antichi schiavi,
portano ancora i ceppi, remano ancora
prigionieri, ma serbano una novità
Vogliono imparare i segni
le inflessioni le urla di chi li obbligò
al viaggio incessante

Quando parleranno
le parole avranno il suono chiaro
di un sole nuovo, diverso,
uguale per tutti sulla terra

e con una luce che riscaldi acquieti,
accompagni lo sguardo,
verso le cose piccole
verso le cose fragili
verso le persone
indocili

 

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