I poeti non scrivono poesia


I poeti non scrivono poesia

Scrivono poesie come fossero distillati
di saggezza, che , casualmente, sono lì
a disposizione, purchè tu li sappia
apprezzare

Partecipano a tutti i concorsi di poesia,
soprattutto a quelli per cui non si paga
l’iscrizione,ma non solo. L’importante
è classificarsi, tutto fa curriculum

Certo, come per i quadri dei signori nessuno,
la massima aspirazione è la recensione/riconoscimento
di qualcuno di chiara fama che dica: lui è un poeta, lui è bravo

Attorno alla voglia di pubblicare vivono e prosperano
centinaia di micro case editrici, che preparano antologie
dei premiati, da acquistare in quantità, e regalare ad amici

Il massimo del virtuosismo è:  a me non interessa pubblicare,
ma mi è stato proposto da un editore di prestigio

E quelli bravi, onesti, con belle cose da dire e da far conoscere,
come fanno allora?
Bella domanda

Diceva un’amica che conosce i meccanismi, che la poesia è sempre
stata una nicchia non commerciale, fino a che gli editori
non si sono accorti che potevano ricavare soldi anche da lì:
allora hanno cominciato a imporre i propri uomini anche
nel settore della poesia

(lino di gianni)     28/3/2016
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www.linodigianni.it
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