Ciò che vide, rientrando, rimase fuori.


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In mezzo agli alberi, incurviti, mendicanti fermi
arresi alla prima neve

l’acqua insinuante pettegolezzi antichi
gorgogliava
imbeveva di sé gli altri umori.

Quelli di sempre
quelli che impastavano i nativi
come i grissini del posto
e che ritrovava solo
ritornando
dagli altrove.

Rimase fuori il volto greve di quell’asina
Con il solo compito di sopravvivere
Di crescersi dentro altre primavere
Rimase fuori il bsiticcio delle anitre
I mezzi voli, i rimbrotti
Il tagliare a lametta le guance del lago.

Rimase fuori quella bambina antica
Spaventata da valanghe e temporali
Che a ottantenni si lallava da sola
Fosse che mai, di sera
Avesse a perdere il lume del ritorno

(lino di gianni- 2010)

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