Il tempo che fugge
Nella disarticolata proposta
di Primavera, che s’avanza
accanto a tropici improvvidi
e calure estive del giorno dopo

Si annidano
Come vecchi reumatismi risvegliati,
quei grigi giorni topo con pioggia
a fiatone o passettini ulcerosi

Allora io guardo a un altro tempo
più contenuto, in ventiquattro spicchi
da un’ora
e mi diverto a sentire come in questo
mese di Marzo, tutti si sono messi a
correre

Qualunque cosa facciano, corrono
e io con loro
Per consolarmi, penso agli occhi calmi
di chi è entrato in quel locale
alla ragazzina che guarda da sotto in su
ai due studenti che si trovano
esattamente alle 7 meno un quarto al
binario due, lui bruttino con gli occhiali
spessi e la bocca strafottente
lei molto carina, bionda e i vestiti alla moda
salutate loro, mentre prendono il treno,
e la loro Primavera

(lino di gianni)     17 Marzo 2015

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