Untori


Tea, RwandaUntori

Come un falegname che
sceglie il legno buono,
mentre ha in testa un
sogno piccolo da realizzare

Un legno che duri nel tempo,
che sostenga il costo di tutto
un desiderio, opera di ingegno,
dolcezza e dedizione

Come dopo un alluvione che si salva
un unico albero e tu hai la responsabilità
di lasciarne memoria, preziosa,
piccolo urlo alla bellezza

Così siamo, o vorremmo essere,
untori di coscienza critica, portatori
sani del virus della solidarietà pensante,
come fare una sedia bella, solida, condivisa
in cui ci sia posto per chi emigra, per chi patisce
e non ci sia spazio per i troppo furbi
per chi, già da piccolo, si rivendeva compiti
e merendine, negando poi l’evidenza

Io lo so, ero in classe con loro
pensavano fossi il maestro, ma ero un
falegname
pensavano facessi scrivere compiti,
chiedevo si mettessero in cerchio
attorno a un libro

A tutti noi l’augurio di avere sempre
un po’ di febbre per la troppa voglia
di poesia che ci portiamo appresso

(lino)

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