Le custodi della parola


Le custodi della parola
(a Giulio Angioni)

Torni, e il paese
è cambiato
sono rimaste alcune
case, due strade che
scappavi da piccolo
c’è ancora zi’ rusinell
anche se non c’è lei
rimane il suo scialle
in testa,a tutte le stagioni
l’angolo della fontana,
quella c’è

ma son cambiate le persone
ci mettono un po’ a riconoscerti
a metterti addosso la foto che di
te hanno, nella memoria

Poi rientri a casa tua,
e la prima cosa
che senti,è l’odore
come per la madre
il suo neonato

Si, poi tutto il resto
gli occhi e gli abbracci
finanche il pianto
ma poi, poi
la custode della parola
rimane in silenzio
mentre mangi lo stesso
piatto che solo lei, sa
cucinare

Solo in quel momento,
sei ritornato,
sei dentro i panni
che avevi in nascita
che avrai in morte
sino a che un silenzio,
non ci separi
(lino di gianni) 15 agosto 2014oliena

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