Edera


Sposti un oggetto
lo sguardo si perde
ti insegue un’abitudine

Accade qualche volta
mentre ascolti una voce mono tono
di pensare ad altro
così intensamente da sdoppiarti

scrivere di poesia in pieno
mezzogiorno
coi lupi che si azzuffano
dietro lo schermo
ma non sono animali veri, peccato
ma teatranti abituati
alla finzione

scrivere di poesia bituminosa
che asfalti con zolle di terra
erbose, irregolari,
porose
come le pareti della pasta fatta
in casa che assorbe il sugo

“Hai sentito il mio ciao flebile
al risveglio? ”

L’edera è entrata in casa
adesso succhierà umori caldi
senza freddo né vento o gelo
mi immagino che ramifichi
con stupore, buttando a foglie
ogni piccola meraviglia

Lino Di Gianni 3/1/2014

 

 edera2
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