Il vaso di Picasso (Ah! Vallory..)


Il vaso di Picasso (Ah! Vallory..)

Nel mio vaso ho piantato
un profumo, un profumo che
amo molto

Il vaso è blu, ma di quel
Blu inafferrabile, come se
la ceramica sfumasse a mare

Il fiore è a Lavanda
mi sembra di Provenza
il vento è poco :
di campi, si tratta, dentro la mia testa

Il vaso Blu e il viola di Lavanda
hanno a confine un cerchio
molto contenuto ma il profumo esce e i riflessi
di steli irregolari
hanno un cielo di ceramica
per i poveri, che sarebbe piaciuto
a Pablo, a Vallory.

Un giorno andammo in quattro ,
uno era il mitico Carlin, gli altri amici di scuola,
quelli con cui ci cresci insieme, che segnano i confini.

Avevamo soldi solo o per dormire
(e aspettare in macchina che aprisse il museo delle ceramiche)
o per mangiare.

Votammo.

Vinse l’ala non acculturata (tra i quali io)
e non sapemmo mai,
il gusto e la bellezza di Picasso,
dal vivo, chiuso lì per noi.

Per questo oggi coltivo ceramiche,
cotte a fuoco Raku, e pianto Lavande
inseguendo Provenze nella memoria,
quasi fossi messo lì a dipingere in ritardo
nel mio periodo Viola,
dolore e Blu

Lino Di Gianni 13/08/2013

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