Onda anomala


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di quando, girata la schiena
all’orizzonte, attendevo l’onda
per cavalcarla, con entusiasmo
ingenuo

che non mi travolgesse
anzi, mi mandasse più su
come dovessi cercare l’aria
dentro una nuvola
o sciogliermi a pioggia
per i raccolti

e io correvo solo dietro
a una treccia o ai capelli sciolti
mossi da quella stessa forza
che mi teneva al centro
dovendo essere pendolo
scelsi il punto del cerchio
più lontano dal compimento

fuggirono le speranze
forse mentre bevevo alla fontana
forse un sonno di troppo o una
mattina sbagliata
ma mai ebbi a lavorare
sentendomi derubato
delle lettere della pagina
e di chi avrebbe acconsentito

se rubai, fu poca cosa
lo scarto di un dolce
il leccare la crema
per me tenni il gusto
l’amarognolo della fine
e il ricordo del posto
in cui trovarlo

lino di gianni 30 luglio 2013

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