cancellare


cancellare con carta vetro
le eventuali tracce
ridurre a tubo smerigliato e
lucente la memoria
trasformare le luci in un neon
sempre uguale desolante bianco

la parola parlata, tacerla
lo sguardo veggente, svuotarlo
i passi in cammino a vuoto
il cumulo lento dimenticato

un’emozione, una casualità
il biglietto, il treno
il malessere che non si ascolta
il sole che cancella le sfumature

togliere i corvi dal quadro di van gogh
chiudere la bocca a munch
basta scrivere lettere a milena,
franz kafka se ne farà una ragione

la gente usa il pilota automatico
nel proprio lavoro, un tanto di
mestiere, un tanto di distacco
tutti con la scusa che ciascuno
ha i propri guai

farina, farina, le mani impastate

 

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www.linodigianni.it
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