Non serve


celine

 

 

 

 

 

 

 

Non serve,
scrivere poesie
con l’eterna luna
con il mare, i gabbiani
l’amore e gli abbandoni
con il tempo che passa
con i ricordi di gioventù
con quello che eri
e non sei più

e d’altra parte chi mai farebbe
poesia sui soldi che mancano
la salute incerta
le medicine che costano
la carne che è meglio evitare
le bollette della luce aumentate
e se si rompe il femore a un’anziana?

Esiste solo un piccolissimo
e ristretto spazio, dove le parole
non sono di chi scrive né significano
lo stesso per chi legeg

Ecco, parole passeggiatrici
che cercano fessure in cui adagiarsi
sistemarsi precariamente per la notte
in attesa

Da bambini c’è il lupo, l’uomo nero
il collegio, o chiuso nello sgabuzzino buio

e da grandi?

Il cancro ? le malattie, gli abbandoni?
o la povertà, l’impotenza, la perdita di memoria?

Io, per me, non saper più produrre
l’esile filo di lumaca
che segna la strada
a chi segue le mie parole

 

 

3 luglio 2013 lino di gianni

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www.linodigianni.it
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