Racconti dello yogurt.1


1-tre nero

Racconti allo yogurt.1

Esistono tante possibilità di deviazione per una birilla d’acciaio

in un circuito stabilito: dipende dalla velocità, dall’angolazione,
dall’attrito che si sviluppa nella zona di contatto.

Dal momento che l’impiegata si chinò a prendere il foglio,
e rialzandosi lo guardò fugacemente, passarono pochi secondi.
Quando fu in piedi disse solo:
ma deve farselo leggere da un medico, diventando rossa.

Il medico era lì accanto che scriveva, presente per caso, una donna.
Una donna robusta, che avevo già conosciuto una volta in reparto,
abbastanza ruvida, con un distacco professionale.

Vedendo il foglio disse, come se leggesse una ricetta di spaghetti al cartoccio:
perché non lo sapeva che era un carcinoma?
A me il mondo si fermò un istante, affinchè potessi scendere,
ma non ebbi la prontezza di farlo, e l’opportunità passò.

Mi avevano detto un polipo andato a male..non mi venivano le parole,
mi voltai verso la mia compagna che era rimasta impietrita
Con la gamba sollevata sulla gruccia…
Si, ricordo, disse la dottoressa, che si era accorta del mio scoramento,
avevamo detto un polipo degenerato, nel colon, con displasia grave.
Ecco, dico io
Ecco, dice lei, invece è un tumore, però i linfonodi sono salvi
Ecco, dico io

Quando usciamo dall’ufficio, incontriamo il dottore giovane che mi aveva operato,
a cui avevo detto: conservi la sua umanità, perché nella stanza
ci aveva parlato di quando era stato malato gravemente lui.
Speriamo che sia TzeroNzero, mi dice lui, prima di vedere l’istologico.
Ecco, dico io
Ecco, dice lui, nel male, è il meglio, linfonodi intatti
Ma se fosse mio padre,lei ha l’età di mio padre, le direi: faccia la chemio

Come una girandola dantesca finisco nella stanza dei miei due compagni malati,
mi scappa da piangere per me, mi trattengo, per loro.
Sono contenti, dei biscotti, le pagine dei messaggi stampati
sarebbe troppo, ci salutiamo, ci abbracciamo.

Ecco.
18/5/2013 lino di gianni

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