l’oboista


in alto, più della
rotta polare
infilando il braccio
nell’acqua per tentare
quel granchio che trascina
una stella
insieme ai due grandi occhi da
bebè nel porta-enfant
ho visto il primo elefante
volare

non mangiava, si negava la sete
ripiegava le gambe
e forse modulava un suono
che il senso dell’acqua
riconosceva

io tacevo ascoltavo
pregavo camminando in
tondo, aspettando
la mia ciotola di riso
e il gong preciso
che solo la mia campana
ha

 

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