Anice


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Anice
Non ricordo
di quando mettevi
l’anisette, nel caffè
del sigaro che ti compravo
quello si
del piatto che volevi
per mangiare sugo e macaroni
di come nonna tirasse fuori
lo stesso gusto, sempre

è come se ci fosse un
cerchio unico
dove si conservano frammenti
inutili per gli altri
buoni per lacrime quiete, per noi

una specie di sguardo dell’angelo,
se ci credessi
un modo di guardare dalle colline
dove tutto è rovesciato
magico, sospeso

dei panni bianchi che sono stati
appesi fuori
e che nessuno
ci ha ancora raccolto

 

 

Lunedi 18 febbraio 2013                           lino di gianni

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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2 risposte a Anice

  1. sentimental ha detto:

    Una poesia ricordo che m’ apre il cuore al profumo dell’anisetta
    che sosta ancora nel vecchio stipo dei miei nonni

    Mille grazie, molto bella
    Sentimental

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