canto


1-uno-tiltshift

 

 

 

 

 

canto, io canto la poesia
degli ultimi, dei soli
quelli senza voce
che sono senza sguardi pubblici,
con denti mal curati con
cibi scadenti

ma non è il sapere, che fa
la differenza, e per essere
veri non basta non abitare doppiezze

mi piace la cantilena della notte
quando porta come un battito
che va oltre il muro del giardino
sorveglia l’angolo del mercato
dove sempre uno chiede soldi

mi piace pensare alla borsa
piena di versi come dovessi
calcolare
le vivande che prepari
come dovessi poi cantare
il gusto e la storia
di ciò che mangi

ho talvolta rinunciato
alle parole perse, incrinate
portato a spasso un torto
come i bisogni del proprio cane

mi è stato utile un vento
un’occasione incontro
qualcuno che non parlava
la lingua che sapevo:

insieme ci siam messi in terra
a disegnare dei segni
sembrava ci piacesse

 

 

 

 
3 febbraio 2013 lino di gianni

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