Aria Espira


woman with a japanese lantern, lillian matilda genth

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le bolle di sapone
hanno dentro una sfera di vetro
e non scoppiano più
ci mettiamo il dito
e si posano sopra
rotolano e attendono

Dentro le bolle
i mondi capovolti
sostuiscono al mare
i cieli di ogni giorno
così non resta che camminare
in attesa di un’altra riva

Il mondo nelle bolle
ha il tempo dei respiri
ora sale ora è fuori
come se dovessimo guardare
la collina che viene dopo
e nei palazzi s’accendono lucciole
che non si trovano più nei boschi

Le bolle quando si incrociano
attendono attaccate
e sembra che una più grossa
sian diventate
si sentono delle voci si vedono i gesti
ma è come se fossero lontano
disperse in un altrove

A volte capitano ripiene di fotografie
a volte nelle bolle ci sono le vecchie zie
qualche volta la pasta della nonna
una volta capitò anche la brioche che
ti comprava sempre mamma

Una volta ne ho costruita una
con l’acqua e con il sapone
e con le parole per stare in aria
ho costruito mille spaghi
da sollevarci
nel caso tutto pesi come gli affanni
la leggerezza dei cieli rifratti

La porosità dell’aria che l’attraversa
Solo la notte non so dove tenerla

se inghiottirla, girarla
o metterla in culla

Madre, le dico
non smettere di trattenerla

6 gennaio 2013                                  lino di gianni

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