il sogno di A. R.


5) Vascello fantasma

le bussole rovesciate
la nave procedeva invano
le stelle offuscate
il nostromo colpevolmente
ubriaco
tutto l’equipaggio sbarcato
a festeggiare
al capitano non rimase
che un gesto

decise di mentire
sul libro di navigazione
descrivendo l’opera
degli ufficiali cartografi
come una delle meraviglie
e la consuetudine ereditata
di saper comunque
destreggiarsi
triangolando tra il piccolo
e il grande carro dell’Orsa Maggiore

l’aria era piena di scintille
il cielo meditava rovesci
ma non nel libro, anzi
là sorgeva l’alba più stucchevole
cedendo la notte un distillato di aromi

già che c’era, pensò il capitano
perché non infilarmi anch’io
per i posteri, in questa mirabilia
confessando che sì, anche lui
scoprì in fondo due volte
le Indie e una volta precedette
anche quel tal Vasco, detto de Gama

ma soprattutto, tacque il capitano
nella realtà e nel libro,
che in questo unica doveva essere
necessariamente, la verità
tacque sul carico di schiavi
e sulla bella figlia della regina
che si era riservato

e nel suo sogno, tra i lampi
imminenti, intravide la sua
gamba malata
i poemi che aveva scritto
e quel battello che aveva
sognato e cantato
da ragazzo

22 dicembre 2012                            lino di gianni

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