Covate, covoni e Isidora- lamentazione, linodigianni


Seduto alla tovaglia
gambe e talloni ritorti
in dentro
solleva il vino e nel bicchiere
sembra cercare la ragione
di tutti i quadri della tovaglia

coi soldi delle mancate promesse
avrebbe comprato altre semenze
e pagato una macchina
per ammorbidire il raspare del campo
talpa fuori tana
rimasta a intentare la fuga per gelo

ci sono stati inverni in cui
cercava gli occhi della moglie
misurava la distanza
dai covoni nella nebbia
il rimasto di erba medica a fieno
le scarpe a risuolare
qualche speranza sull’olio più abbondante

di tutti i silenzi rimasticati
quelli più impreziositi
quando nasce prima Emilio e poi
l’Isidora, come avesse trattenuto
un’attrice famosa tra i parenti

Adesso che la cenere moriva a freddo
si chiedeva se tirare di più la coperta
non prima di misurar la luna
come se ce ne fosse d’avanzo
per quelli che sanno ancora
tagliare il pane dal di fuori
al verso del cuore

 

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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