i fiori se ne andarono altrove


i fiori, se ne andarono altrove
portandosi dietro tutte le sfumature
immaginate

il popolo della mezzanotte inforcò
biciclette coi bagagli approssimati
ascoltarono le voci di una terra promessa
chi guardava il cielo
smise di vedere bombe
chi perquisiva case
terminò di costruire il muro

furono assaltate le banche
e trasformate in panifici
furono aperte le scuole
diventarono officine delle arti situazioniste
le persone anziane diventarono
i nuovi scolari
le persone giovani iniziarono a scambiarsi
le case e i paesi di origine

i bambini potevano distruggere ciò che toccavano
e imparare poi la difficile arte della
ricostruzione

tra i ragazzi c’era chi iniziò a stare zitto
chi non smise più di parlare qualcuno di suonare

non si accorse nessuno che
era stato ucciso il tempo vuoto
il tempo ricurvo quello che serve a depredare
dividere e comandare

dovettero costringere e far smettere
un intero gruppo di gnomi parigini
che stava esaurendo tutte le scorte
di bolle di sapone

23/11/ 2012 lino di gianni

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2 risposte a i fiori se ne andarono altrove

  1. Ángeles ha detto:

    Voglio che il mondo sia una officina delle arti situazioniste e che il tempo vuoto resti inerte!

  2. linodigianni ha detto:

    bene…quanto sei disposta a pagare?

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