le case degli altri


comprare castagne da fuoco
perché il profumo arrostito
attiri viandanti e ricordi
come le nespole i passeri
a beccarle

bere vino in compagnia
preso in cantina
perché ci sia un’idea di casa
disegnata attorno
a qualcosa che attende
un ritorno
delle chiacchiere
riconoscer parole

provare a mettere insieme
le poche parole che servono
per dire a qualcuno
siamo amici
e pensare a tutto il resto
dei fatti che ci vogliono
per star dietro
alle parole,
come andare in bici
di notte
senza luce di luna

tenersi in tasca le tre
quattro parole e gli sguardi
e quel certo modo di ridere
che non ha bisogno di
perdersi nella traduzione

di tutto ciò,
ho memoria
e ne temo la perdita.
19/11/ 2012 lino di gianni

 

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2 risposte a le case degli altri

  1. Cinzia ha detto:

    Quelle che mi lasciano proprio senza fiato sono le poesie che quando le hai finite di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
    J. D. Salinger” 🙂

  2. linodigianni ha detto:

    ma che bravo questo Salinger..Cinzia, è un tuo parente:-)?

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