o’ fum-i-r* ( il letamaio)


 

cara mamma, andiamocene
raccogli il tappeto luminoso
di tutte le notti che hai guardato
il cielo, prima dei ventanni
e spostalo

questi ancora ci chiamano quelli
della bassa italia
sono, asini, son muli
e noi con loro

gli scappa, se parlano
senza soffermarsi
e se non chiamano te
marocchino, o baluba o mau mau
stai tranquilla che ce l’hanno
col negro di turno
cara mamma, non so dove
non in somalia, sparano da ventanni
il mio amico dice che si spostano di notte
non in azherbaijan, che si tagliano
la gola, coi curdi
non in cina, non aghanistan
non nel nostro sud, che io
neanche ho conosciuto

piacere, come state, assettattevi
io sono atta-n-t- vostro padre
sono il sud che adesso
è terra di rapina, come sempre

ascolta, madre, le raganelle
sotto gli ulivi
il pomodoro, sul pane
con l’aglio, l’olio
e l’origano, l’origano

* o fumir= il letamaio

4 marzo, 2010 lino di gianni

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