flebo, catetere & persone-poesia- lino di gianni


ho fatto un sogno: ho visto i nostri politici ricoverati in pronto soccorso
con delle crisi acute
a guardarli: quegli infermieri che hanno sovraccaricato di ore, funzioni e senza incentivi nè materiali sanitari
dopo un’ora, questi uomini e donne gridavano allo scandalo e telefonavano
per avere un posto riservato, urgente in considerazione del loro status

Purtroppo, vennero messi nella corsia
accanto, in attesa che un dottore
passasse a guardare, dopo molte ore
però fu mandato loro il direttore del Dipartimento
per l’accoglienza, con una flebo di fisiologica
e un catetere: 

” Faccia un colpetto di tosse”
diceva, mentre lo sfilava,
brutalmente

 

Alla donna, in rosso, che accompagna persone
e non cartelle cliniche
Alla donna, in bianco, che mi ha cambiato
la maglietta e tolto la coperta, dopo l’operazione
alla donna, in giallo, che mi ha sorriso e detto
non ci posso credere, che piacere rivederla, e dal vivo
alla donna, in verde, che mi ha sfilato delicatamente
l’ago per le flebo, dal braccio
Alla donna, in bianco, che dopo tre giorni di digiuno
mi ha dato un the, apparentemente non previsto

alla donna, in nero, che diceva al malato di tumore
tanto questa operazione per lei, è inutile
e io queste cose le dico perché ho un pelo così, sul petto

all’uomo, con la barba e i calzini e sandali bianchi
che riceve la donna petulante e arrogante
e lascia sulla soglia ed evita l’uomo con pochi strumenti

A quelli che hanno comprato 15 auto nuove per i dirigenti
e nell’ospedale mancano i ricambi per le cure nelle corsie
e medici e infermieri si arrangiano come nel terzo mondo

a chi lascia che vada in black out
la sala di rianimazione
e trasferisce tutto in sala chirurgia
interrompendo le operazioni

a chi svuota l’ospedale che funziona
trasferendo reparti di eccellenza, come emodinamica
concorrenziali col privato

a chi trasforma i piccoli ospedali di comunità
in cronicari per vecchi degenti
e ti vende la bufala che mette in rete gli altri
per rubare meglio e di più
(guarda caso i letti ordinati a treviso)

a quelle infermiere giovani, con gli occhi da zombie,
che badano solo a non essere troppo sgridate dai poteri forti
che considerano il paziente una rottura da tenere a bada

a quelle infermiere esperte, che non hanno perso in umanità
sono la tua salvezza perché sanno che tirarti su la testiera del letto,
vale più di un antibiotico

al vecchietto depresso, con le urine nere nere da paura
che dopo due giorni con quattro sacche e flebo incrociate
ha cominciato a sorridere e prendeva sempre minestrina e purea
e abbiamo parlato e i suoi occhi smettevano le lumache

al boss del sud, con i convenicoli invitati al suo tumore
mia madre mi ha detto che per il sud
funerali e ospedali sono luoghi d’incontro e presentazioni

Ai miei, che han fatto saltare tutto, per starmi accanto
a chi sfatta dal lavoro mi ha pensato tanto

A me, che non scriverò mai più poesia,
perché è inutile, perché non serve, perché è ridicolo

a me, che scriverò di poesia ancora,
perché quando hai la flebo che ti inchioda e
il catetere che ti martoria

l’unica risorsa segreta è contare quanto tempo
ci metteranno gli occhi
ad arrivare fino a qui
2 Novembre 2012 lino di gianni

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Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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2 risposte a flebo, catetere & persone-poesia- lino di gianni

  1. massimobotturi ha detto:

    Lino, qui sei immenso!

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