ascesa, caduta e riflessione di mister Pi


 

Era un giardino nascosto,
sospeso inframmezzato di ostriche
che strano, ostriche
in alto, non s’usa
ma poi
gli asfodeli e le bouganville
a decoro dei ricci di mare
e barchette di carta, la fontana
i pesci rossi, pensieri vaganti
sottotraccia nel
calare del giorno, il pulviscolo
piano

E’ lui che è in miniera
duro rigido assorto
segnato dalla vena del rame
grigioverde prima dell’estrazione
sempre con gli occhi inchiodati
al pericolo al sonno incidente

ma oggi rema, placido, assorto
irrequieto come
un uncinetto nel mare
punto a giorno, trama inglese
affogato di un amore, intravisto
sperato, affranto dal distacco.

Libero, si chiama, Tempo di cognome,
ironia del caso.

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www.linodigianni.it
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