Per me, si va, la città dolente


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i muri della città
stranita dormiente
con quattro strade unite
delle altre non vuole
sapere niente

bandiera arrotolata
qualche serranda, sollevata
i bar come fossero case
d’intimità esposte

la zia che arriva presto
la macchina del caffè ancora
spenta e il gatto che
scende pigro dal tavolo, dalla
sedia

come una mongolfiera pigra
rimbalzo contro i tetti
adagiandomi nei vicoli
mentre accanto la roggia del
torrente canta
un rap di partigiani

come fosse di nuovo tempo
di armarsi e di partire
solo che il nemico te lo porti
dentro
più difficile
da combattere

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www.linodigianni.it
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