La mattina è un bordo


la mattina è un bordo
la notte il barattolo
da cui cerco di
tirarmi fuori

dimentico fiumi
e valli e prendo
un treno per chi sa dove
all’improvviso la stazione
e l’ora è quasi sempre
quella, pure senza orologi

di tutte le parole
in testa ne rimane qualcuna
come avessi fatto un patto
di usare solo le scaltre
quelle inoffensive sottotraccia
quasi avessi paura
delle altre rimaste in viaggio

mi piacerebbe dire
ero sotto un albero di ulivo
battevo col bastone e sotto
c’erano le reti
oppure ero a vigna
coi grappoli e chinato
a raccogliere in cavagna
tutti i chicchi del creato

ma forse me la godevo
la notte con distacco
ogni tanto un batuffolo
un ciuffo di capelli
un po’ di acqua rimasta
lasciata da una tua visita
io piede sulla sabbia
tu orma che si asciuga

 

 

8 Ottobre 2012 lino di gianni

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