Nel bar del paese


Nel bar del paese
di mattino presto
le luci son basse
per non sprecare
il cappuccino è un caffelatte
manca solo il pane da sminuzzare

ma la vecchietta gioca
uno dopo l’altro a quei
biglietti sparsi del gratta evinci
chissà cosa sogna di guadagnare
forse si compra l’illusione
di poter avere un futuro
in fondo cos’è un regalo
se non una promessa
di qualche poco
di felicità?

davanti al forno
con l’odore di pane caldo
un ragazzo dell’africa
tiene in mano un cappello
fa impressione vedere
come i ruoli funzionino
senza neanche leggere
un libro di economia

il buon cuore cristiano
e i complessi di colpa
c’è chi protervo disturba
chi dice ma si, ha diritto
anche lui

lì vicino in un circolo
tre pittori che espongono
una parrocchia coi cartelli
per salvare le nuove vite
una bandiera di partito
e una casa del trecento

domani in su la strada
si esporrà robe usate

chissà che non vendano
qualche vita a prestito
con la data scaduta
o manganelli e lacrimogeni
imposti in queste valli
come se si trattasse
di Annibale che difende
le Alpi, e i maledetti romani
che riscuotono gabelle
per bucare la terra

6-10-2012       lino di gianni

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