la mano-poesia-lino di gianni


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mano, stanca di aggiustare
il bordo delle tende
disegnava movimenti rapidi
nell’aria, come tracciando
una rotta per gli oggetti

nei momenti di pausa
la donna si mordeva appena
la pelle attorno alle nocche
misurando la distanza rimasta
tra sé e la finestra

sul collo la stanchezza
si scaricava a onde, in assedio
sulla carta, come fosse sola
su quell’isola

si componevano
le parole pronte alla danza
dei significati

il vero e il falso, il bello
e il brutto, si disse
scopando la polvere della
casa, come se potessi dividerli
e affettarli come salami

se anziché la lista della spesa
delle cose mancanti
stilassi l’elenco delle morti
improvvise delle persone conosciute
o le invidie nascoste degli sconosciuti
cosa rimarebbe del bello di un mattino,
nelle albe ripetute e assediate dal buio e dal
silenzio?

La donna scosse il grembiule, chi portava
più il grembiule in casa,
ne scosse il centro incavato
da farne uscire pensieri grami
di ruggine e paure

E prese a scorrere l’elenco delle
parole cucciole, quelle che si teneva
strette, senza dire senza scrivere
solo pensarle

 

2 ottobre 2012 lino di gianni

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Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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