Garabombo, l’invisibile-2


 

Garabombo, l’invisibile. 2

Quando già il treno era pronto per portare via i due condannati, qualcuno si mise tra i binari.
Parlando a voce alta, disse che questa cosa non gli stava bene.
Avevano rubato, forse?
Dato fastidio a qualcuno?
Rubato polli a Vittorina, entrati nelle case altrui?
No. Lei era gentile, riflessiva, e nonostante fosse grande e avesse già studiato s’era messa a imparare questa nuova lingua.
Lui, rideva, faceva il matto per simpatia e si intendeva con quegli altri pazzarielli a cui mancava qualche venerdi.

E dunque, davanti al treno, erano diverse le persone raccolte sui binari.
Qualcuno disse ( e forse fu Garabombo) raccogliamo firme, proviamoci, mentre scrivono ci pensano e abbiamo il tempo di fermare il treno.
Qualcuno disse, si blocchiamo il treno, e anche la piazza della chiesa, che se son cristiani, devono sapere, il valore dell’accoglienza.

Tutti si fermarono un momento, cercando gli occhi di Garamombo: lui non credeva in nessuna religione, tranne in quella di un uomo rinsecchito sparito nel deserto.
Si, disse Garabombo, avremo la forza di tutte le religioni messe insieme: e diede dei fagioli secchi da contare.
Date, date questi fagioli, finchè contano il treno non parte e potremo andare dall’ Alcade per chiedere una buena suerte per questi due nostri amici.

Arrivarono le genti, arrivarono le firme i fagioli e i sorrisi.
E fu il momento dell’ incontro con L’alcade in dias 24 agosto on hueras 18, a la Plaza del Mascherone, Jiaven.

 

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Una risposta a Garabombo, l’invisibile-2

  1. linodigianni ha detto:

    Garabombo, l’invisibile-1

    Quando si tratta di cose importanti
    uno dovrebbe usare parole semplici.

    Comprensibili, come dire :
    “ Buongiorno,vorrei un chilo di pane!”

    Ecco, con semplicità:
    “ Buongiorno, vorrei il permesso
    di vivere qui”

    Il Signor Sindaco, in rappresentanza
    delle Alte Istituzioni, potrebbe dire:
    “ Perché voi sì, e altri no?”

    Perché siamo scappati da una guerra,
    perché siamo scampati al deserto,
    alla polizia della Libia
    Perché siamo rimasti umani, gentili
    attenti alle ragioni degli altri

    Adesso mille e cinquecento firme,
    cioè mille e cinquecento persone
    (500 delle quali in piazza, davanti
    alla chiesa del paese)

    Non perché siamo i più bravi, ma per
    dare, una volta tanto, un segnale
    di accoglienza, attraverso noi.

    Abbiamo studiato, abbiamo lavorato
    abbiamo anche incontrato gli altri
    nel teatro e nella musica

    Ci piacerebbe non dover scappare
    ci piacerebbe raccontare, ai nostri figli
    Di quando Garabombo L’invisibile
    iniziò a raccogliere firme perché restassimo
    e la paura della Jena africana, che ci mangia
    i sogni con la paura di essere cacciati,
    sparì dai nostri sogni

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