Sostiene Barba Pinin-poesia-lino di gianni


 

 

Attese la goccia e la sua caduta
dal filare della vite
in quella casa
dalle antiche sere
dove il fieno tagliato fresco
ti aggrediva alla stalla
e il letame ricordava
di non sprecar troppi pensieri
sul posto ultimo
di tutte le cose

l’uva ancora acerba
le uova in penuria
come la secca delle acque
in quei giorni
perfino i rigagnoli e le bialere
mostravano la gola secca
senza più voci

affanni e ancora affanni
dal latte pagato poco
ai pomodori pochi e scarsi
e quasi senza zuccheri
in questa annata bastarda
solo melanzane tante
senza saper perché

Barba Pinin sapeva che
i pantaloni s’aggiustano
che il sole era malato
ma poi c’era la pioggia
finanche neve e nebbia

Solo quella memoria che
si freddava, gli dispiaceva
per quelli che ci han creduto,
si diceva, partigiani
anche da morti, vale sempre.

 

20 agosto 2012        lino di gianni

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