Madre, poesia, 2007 Lino Di Gianni


 

 

Madre
Come una galleria veloce (con la zampata del freddo)
un treno mi entra in bocca (finestrini tra luce e scuro)

Se ti guardo che non vedi, sei una vecchia
se sorrido con discrezione, farfalla garrula
t’improvvisi.

Quanto zibibbo scorre sottotraccia
nelle mani abituate a cucire sulla pelle del tuo corpo.
( nei punti cardinali ripeti la croce )

Apri la bocca, se d’acqua scorre improvvida
taci e trattieni il pianto per dopo
se a cavità senti necessario afferrarsi.

Per te, taccio
per qualche gesto sapiente, da indovinare

e verso sale dietro alle spalle,
da antico Benandante
verso la mia Compostela.

 

Dicembre 2007 | Poesie Lino Di Gianni

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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