Cinquanta sfumature di Grigio-opinioni


Cinquanta sfumature di Grigio, il romanzo, primo di una trilogia, che nel mondo ha venduto 20 milioni di copie in 10 settimane, e in Italia, pubblicato dalla Mondadori con una tiratura iniziale di 500 mila copie, è in testa alla classifica dei libri stranieri più venduti: 100 mila copie in 10 giorni dall’uscita, il 6 giugno. È stato tradotto in 37 paesi ed è subito schizzato in cima alle top ten di ognuno.

di lino di gianni

incuriosito dal fenomeno di costume, e volendo vedere che tipo di scrittura
e che tipo di macchina narrante potesse far leggere molte persone, in maggioranza,
penso, donne..ho provato a leggere il primo volume della trilogia
Giunto al 60 % del libro mi sono chiesto:
ma come hanno fatto a far passare un libro così
nella rete di vendita mondiale? Hanno fiutato e poi puntato tutto
sulla curiosità?
Di per sè il libro è scritto in forma così semplificata che sembra un fumetto:
niente congiuntivi, 90% di dialoghi, erotismo zero( Ah, santa Anais Nin).
Mi interessa invece la discussione attorno al libro, che sparisce come
oggetto di lettura testuale, per diventare pretesto per parlare di
ruoli, di relazioni, di fantasie e di realtà diverse.
E questo, mi interessa.
Anche se non invito nessuno a comprare il libro, che, in una scala da 0 a 10, valuto da 2.

Cinquanta sfumature di Grigio, letto al femminile. Da Debora Serracchiani

“Non sapevo cosa ti piace, quindi ho ordinato un po’ di tutto dal menù della colazione”. Nella citazione dal film Pretty woman c’è una delle chiavi neanche tanto nascoste del libro di E. L. James: è il rapporto di subordinazione appagante della donna all’uomo bello, ricco e sicuro di sé che si prende cura di lei a partire dal più simbolico degli oggetti, il cibo. Romanzo nato per essere intrigante fin dal titolo, Cinquanta sfumature di Grigio ri-racconta le storie di Cenerentola e Pigmalione ma su uno sfondo States accennato a colpi di campus, case editrici, famiglie decostruite e ricostruite. Anastasia è la tipica imbranata che preferisce “sedersi in fondo alla stanza e farsi notare il meno possibile”. Ovviamente vergine, s’innamora nell’unico modo possibile in un vero romanzo rosa: il colpo di fulmine. Salvo poi cedere all’istinto di crocerossina che deve salvare l’amato dal buco nero che ha nell’anima e che lo obbliga al sesso sadomaso. Nella più tipica delle storie d’amore impossibili, le parentesi dedicate al sesso scandiscono il ritmo di un libro che si lascia con la curiosità di leggere il seguito.

Da Isabella Santacroce*
È mancante in E. L. James qualsiasi accenno possa seppur vagamente ricordare l’erotismo, non un tenue bagliore di bellezza nelle sue fattezze a rincuorarci. E. L. James ha scritto un libro a lei del tutto somigliante: infima narrativa destinata a elettrizzare mogli quasi vergini solite a giacere missionarie sotto il peso morto di un consorte minidotato, malinconiche creature invalidate da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci. Il sadomaso, narrato con vorticosa infelicità di scrittura, diviene legatura di salumi, fustigazione di pantofoline scozzesi, punizioni inferte da un demente ammutinato a un organo parenchimatoso esecratore dei vertebrati. Il sesso qui possiede le sembianze di una scapola alta congenita, la sensualità ha in sé il profilo adunco di un sussurrio di frasette carnevalesche rese atroci da disfonie spasmodiche, e la protagonista Anastasia, benché descritta come ventenne graziosa, mai abbandona la tragica fisionomia di E. L. James. Il romanzo, al primo posto di tutte le classifiche del mondo, testimonia il declino finalmente definitivo della mente umana.

Cinquanta sfumature di grigio, letto al femminile. Da Daniela Santanchè*

C’è qualcosa di troppo arrogante nel voler giudicare quel mondo misterioso che è la passione tra uomo e donna. Nessuno può decidere il confine oltre il quale non è lecito spingersi. Non esistono pratiche sconvenienti, i legami si cementificano solo attraverso un darsi all’altro senza limiti. Mi rifiuto di leggereCinquanta sfumature di Grigio come storia di prevaricazione maschile. Non c’è vittima, non c’è colpevole. C’è tanta voglia di vivere fino in fondo, oltre il muro di ipocrisie e convenzioni. C’è la libertà assoluta, vero orgasmo della vita. C’è l’esclusività di pensieri e corpi, c’è lavoro, impegno e dedizione: c’è l’essenza dell’amore. Qualcuno potrebbe non desiderare tutto questo? Non credo. Non una donna che voglia realizzare la sua natura più vera e  profonda. Che è quella di dominare, portando l’uomo là dove l’uomo vuole andare per sentirsi sicuro e padrone. Come in un gioco di specchi l’apparenza inganna. In realtà Anastasia sa quel che vuole e se lo prende; Grey è un meraviglioso strumento che, come tutti gli uomini, trova la felicità solo riprendendo il possesso del ventre di una donna.

di Terry Marocco

Il genio che lo ha scritto è una casalinga inglese con il doppiomento, E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard), che sul tavolo della sua cucina in un appartamento di West London è riuscita a creare una mostruosa macchina da guerra in grado di battere Dan Brown e d’insidiare J. K. Rowling: “I miei libri hanno cambiato la vita sessuale di milioni di persone” si è vantata in un’intervista la nuova santa patrona della rivoluzione sessuale ai tempi di internet, l’inventrice del pornoharmony, la sdoganatrice della frusta da camera.
E. L. James, 48 anni, viene da una famiglia della piccola borghesia: padre scozzese operatore televisivo, madre cilena dai molti lavori. Una laurea in storia medioevale e due figli adolescenti, una passione sfrenata per Twilight, la saga dei vampiri che, sostiene, è stata la fonte della sua ispirazione La signora decide di mettersi a scrivere e, come tanti, piazza i suoi lavori su internet. Ma mentre per quasi tutti non succede niente, per lei si scatena un vero boom. Quando una piccola casa editrice australiana la pubblica, scatta la corsa a scaricare l’e-book. Perché se il vecchio libro Harmony lo si imboscava tra le pagine proustiane di All’ombra delle fanciulle in fiore, qui le peripezie erotiche di Ana(stasia) vengono lette comodamente in segreto sui Kindle. E anche una volta che il romanzo diventa di carta frotte di donne corrono comunque in libreria a prenotare il cofanetto “sporcaccione” per leggerlo in spiaggia.
Viene da chiedersi: ma siamo davvero così desiderose di assomigliare a un’eroina sottomessa e felice? O siamo soltanto nuove romantiche, evoluzione delle nostre nonne che leggevano Delly? Certo, rispetto a loro (che comunque avevano il battitappeti di legno, anche quello tornato in auge come oggetto erotico) abbiamo a disposizione qualche attrezzino in più (frustini, manette, mascherine di pizzo…) e una massiccia dose di noia tra le lenzuola. Di sicuro siamo finalmente libere di scegliere per lettura un romanzo spinto, con pagine hot quasi da giornaletto porno. Gli uomini della liberazione sessuale anni Settanta avevano Men e Caballero, il calendario da camionisti e i film di Gerard Damiano. E noi? “Abbiamo sdoganato una forma di sadomaso soft, è come se avessimo capito che concedendoci del tutto vinciamo ancora di più” spiega l’esperta Francesca Mazzucato, scrittrice erotica, che nel suo ultimo romanzo Lo svizzero per la Giraldi racconta una storia vera di Bdsm (acronimo di bondage, dominazione, sadismo e masochismo) che ha come protagonista un banchiere. “Lei si lascia fare le cose più efferate. Ma è l’uomo che ha paura di perdere il suo dominio: da dominatore si trova a essere lui il dominato”.

Leggendo E. L. James sembra anche che essere dominati porti a suite di lusso, ostriche e champagne, alla sofferenza di essere sempre accompagnate dall’autista, al dolore di avere un guardaroba apposito scelto dal Padrone. Ma il sadomaso patinato con tanto di sala delle torture in casa, come la sauna dei ricconi anni Ottanta, è l’ultima frontiera del sogno. Mentre la dura realtà quotidiana rischia di essere un’altra.
Quella delle serate nei locali sadomaso della capitale, dove si scende in tristi privé. Le coppie parlano del più e del meno: “Noi non vediamo l’ora di tornare a casa per travestirci da schiava e padrone…” cinguettano. Lei, 50 anni, sovrappeso, lavora alle Poste, così come il suo compagno, che la tiene affettuosamente legata con una catena al collo. Non è facile immaginarli mentre rientrano nel tinello color marrone, si tolgono gli abiti da travet e, mentre lei s’infila nel tubino di latex, lui le frusta le natiche. Eppure forse è meglio così che pensarli seduti sul divano a parlare di Imu.

 

 

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2 risposte a Cinquanta sfumature di Grigio-opinioni

  1. Ángeles ha detto:

    e io che pensavo fosse un saggio sulla fotografia.
    La diversità di opinioni e l’unicità di critica da parte di persone che -queste, sì- leggono incuriosisce anche me. È l’unica cosa che mi incuriosisce, perché pensare a questo come modello erotico delle quarantenni è molto, molto triste.

  2. api ha detto:

    ora mi è tutto più chiaro. altrove ho avuto difficoltà nel capire. grazie, Lino.

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