“U cicinill” scritture agresti


in affanno, con la riserva
di fiato
prese la mela e
il coltello
che portava
sempre con sé

avvolto nel fazzoletto
dovesse mai cadere
un pezzo di intonaco
dal cielo
o ci fosse del pane
da tagliare

con delle olive aspre
ancora piene di
quel gusto che ti ricorda
le radici, le raganelle
e il sole a ondate di calore

gli occhi allo scuro
del gelso, quella frescura
che si allarga in gola
come fosse l’ombra delle
mani che leniscono
e la brocca d’acqua bagnata:
“u cicinillo”

Pensò:
chissà se qualche corvo
avrà negli occhi
lo sguardo rapito a  suo padre,
in quelle terre

 

14 luglio 2012 lino di gianni

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