Nel porto in cui abito- poesia- lino di gianni


(questo esercizio inutile, di scalfire il vetro
con poche gocce rimaste, in attesa di sole
o di pioggia, altra) 

Nel porto di mare in cui abito,
un porto
nascosto appartato e
tranquillo
un mare
agitato pauroso e
necessario

le persone arrivano
le persone partono
e non le vedo più

Il mio porto ha qualche conforto
la terra non rulla
le vele non s’alzano
si scambiano parole
in attesa del giorno

Il mio mare è in fine di terra
ha quasi orizzonte
e perfino, per poco,
l’impronta dei passi rimane

Nel cielo davanti guardiamo
i gabbiani cercandone insieme
i segreti del volo, la calata
fulminea
un luccicore dell’acqua
e quella lingua di branco
coltivata con ali

Ma la cosa che sempre
ho invidiato è il silenzio
ai marinai

che di ogni porto visitato
si impregnano solo

e rilasciano scie
a saperli vedere

e gonfiano vele
a saperli ascoltare

che il viaggio
mai non si ferma

Io non piango
perché non li vedrò ancora
ma perché ho paura
che non succeda più

(queste canzoni senza musica, senza pubblicazione
senza occhi per leggere nè  bocca
a compitare, in cerca di un’ombra residua
o di luce stordente, d’accatto)

9/ 6 / 2012 lino di gianni

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Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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2 risposte a Nel porto in cui abito- poesia- lino di gianni

  1. linodigianni ha detto:

    grazie molte, Ferni

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