Il fiato delle bolle di sapone- poesie della realtà-lino di gianni


Che lavoro fai? Insegno, insegno il fiato per bolle di sapone.
Ho sempre odiato, i backstage dei film.
Perché mi facevano vedere dietro le quinte, rovinavano i miei sogni di spettatore innamorato delle scene.

Ho sempre amato, i backstage dei film.
Perché mi davano la misura di come si era creata la magia dell’illusione: ciò che vedevo io, dopo il montaggio, e quello che era stato necessario, nei particolari di ripresa, per arrivare
a creare, nello spettatore, la cattura delle sue emozioni

La vita, non è un film. Non ha montaggio intelligente.
L’unico modo che conosco, per dare senso alle cose che succedono,
è rifletterci sopra.

Questo gruppo di lettura, misto tra persone italiane e straniere,
è stata un po’ il gioiellino che mi sono curato nel mio orto.
Ogni giovedi, per due ore, abbiamo letto insieme un libro, ad alta voce.
Il giovedi, nel piccolo paese, è giorno di mercato.
A pochi passi della scuola, di corsa e sempre un po’ in ritardo, il piccolo gruppo di 6, 7 o dieci persone si costituisce.
Un’ora di lettura: ci fermiamo spesso per parlare degli spunti che troviamo nella lettura del libro.
( Quasi sempre, tutte donne, a parte me. E questo, non è da sottovalutare, nei modi in cui si svolge la comunicazione)
(Magari nel frattempo, ricopio loro dei film belli sulle chiavette usb)
Siccome non trovo mai i fogli in cui segnare le presenze, o non mi ricordo mai dove siamo arrivati a leggere, sono sempre dietro a questi particolari.
La cosa bella, che mi piace, è che mi sembra che ciascuno legga senza troppe inibizioni.
L’altra cosa bella, è che a turno uno di noi presiede la riunione e decide i tempi degli altri: avanti, ferma, ancora.
Perché alle 11 arriveranno altri 10, 15 persone per fare italiano, e bisogna stare nei tempi.
Perché dentro quelle due ore scarse, devono starci anche le musiche e le canzoni di Angeles ( ha suonato per dieci anni in un gruppo professionale, e adesso è qua, gratis, per questo piccolo gruppo che non conta, apparentemente, niente)

Non sono bravo a fare i riassunti, mi annoiano!
Del resto, so che le migliori fotografie sono quelle che abbiamo fatto con gli occhi,e che nella nostra memoria, cambieranno col tempo.
E io so già, che di nuovo la donna russa mi dirà
“ Sai che nel mio paese dicono: se sei tanto intelligente perché non hai fatto soldi?”
E io so già, che risentirò le risate per parole che ci hanno fatto ridere.
E so già anche chi si ricorderà che qualche volta ha cercato il fazzoletto, per quelle lacrime che rovinavano il trucco.

A chi mi chiede, che lavoro fai, rispondo:
provo a scoprire come si può soffiare insieme nella scatola delle bolle di sapone
cerco di costruire gruppi di persone, che poi vanno al bar e provano il piacere di essersi conosciute
Piano piano, con realismo, piccoli esercizi di sollevamento da terra.

Non ho avuto la fortuna di avere alcun lascito economico o edilizio, dai miei genitori.
Non mi vergogno di dire, che di questi tempi, devo contare le monetine, per comprare qualcosa, e indebitarmi.
Forse, non sono stato previdente.
Mi pesa anche per le malattie che si fanno avanti, imprevedibili.
I miei anni, li misuro sugli anni scolastici.
Quest’anno, il primo anno senza insegnare informatica
il primo anno che non abito più nella grande città
il primo anno con una donna cha ha un mare grande da condividere
(conosciuta nel Circolo dei lettori che abbiamo creato in biblioteca, attirata attraverso la scrittura dei miei libri)

Ecco, sono riuscito a parlare dei tre tabù odierni: soldi, sentimenti, e morte.

Aggiungo solo che bisogna provare, provare di persona, cosa vuol dire il lavoro di cura che fanno le badanti: avremmo molto da imparare, in umanità.
Farei loro spiegare ai ragazzi, cosa vuol dire vivere.

8/6/2012 Lino Di Gianni
Ps. Una donna mi ha detto l’altra volta, per la poesia di commiato dal gruppo: hai scritto una cosa molto tenera. Forse, il tuo modo di scrivere al mattino, è per far proseguire i sogni, da sveglio.

Informazioni su linodigianni

www.linodigianni.it
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6 risposte a Il fiato delle bolle di sapone- poesie della realtà-lino di gianni

  1. Laura Riviera ha detto:

    Non era da leggere sul cellulare, già…
    “We are such stuff as dreams are made on; and our little life is rounded with a sleep”
    (Siamo fatti della stessa materia dei sogni e la nostra breve vita è circondata da un sonno)
    Prospero ne La Tempesta – Atto IV°, scena I°

  2. linodigianni ha detto:

    Ecco la fonte, Laura:-) Grazie

  3. lucycyblog ha detto:

    La vita, non è un film. Non ha montaggio intelligente.
    L’unico modo che conosco, per dare senso alle cose che succedono,
    è rifletterci sopra.

  4. GIOVANNI MONASTERI ha detto:

    Ho sempre apprezzato, Lino, la tua passione di raccontare, in versi e in prosa, della tua vita: in presa diretta! Cosa che non a tutti riesce; forse perché non vale la pena riferire del nulla che accade. Ecco, ho l’impressione che le tue esperienze di vita, invece, valga la pena raccontarle. C’è sincerità nel tuo raccontare/raccontarti. Non è un gioco letterario, ma una testimonianza. E c’è sincerità perché c’è verità.

    • linodigianni ha detto:

      un giorno un amico,gran lettore, musicista, attore in piccolo gruppo teatrale, mi disse:
      se uno scrittore non usa la verità, i suoi libri non valgono niente.
      Entrambi ci guardammo pensosi, sapendo, dalle letture comuni, che quel tipo di verità vuol dire un posto scomodo, ruvido e scoperto: il posto dell’anatra puntata dai fucili

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