3. Racconti dell’Ostello


Ogni tanto Omadiu andava alla scuola di italiano.
Ma non certo per imparare, quanto per vedere le nuove persone.
La lingua italiana la imparava per strada: con alcuni fingeva di parlare un italiano stentato, con altri sapeva articolare bene le sue frasi.
Per esempio, diceva spesso che voleva dare l’esame di terza media.
Ma poi non aveva tempo di frequentare, anche se quel diploma poteva servire per trovare un lavoro. Ma chi avrebbe dato un lavoro a lui, nero e senza qualifica, con la crisi e la disoccupazione, in Italia.

Quel giorno, in classe, Omadiu aveva visto un gruppo di persone africane, sicuramente nigeriane, come lui.

Aveva parlato con uno di loro, che diceva di fare l’attore, nel suo paese. Altri due venivano dal Ghana, e tutti avevano attraversato il deserto della Libia, tra mille difficoltà.
Adesso aspettavano di avere il riconoscimento di rifugiati politici.
“ Ah, e come si fa, per averlo? ” chiese Omadiu.
“ E’ facile, fai una domanda scritta”
“ E quanto costa?”
“ No, non costa, ma poche domande sono accettate. Anche le nostre sono state respinte. Adesso facciamo ricorso, con gli avvocati”.

Mm, non è una strada buona, né corta- pensava Omadiu, che cercava da anni il modo di avere il permesso di soggiorno.
Anche se oramai, in quel paese piccolo, i carabinieri lo conoscevano, e non lo fermavano neanche più.

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6 risposte a 3. Racconti dell’Ostello

  1. Ángeles ha detto:

    Ma se Omadiu prendesse il diploma di terza media, non lo vedremmo più tra il chiosco dell’acqua e il grande supermercato? Sarebbe un peccato!

  2. linodigianni ha detto:

    mah, forse per lui un lavoro sarebbe un miglioramento, ma forse no
    è una persona molto mobile, con due posti fissi,e ha inventato una tecnica morbida e scaltra per chiedere soldi..tuttavia credo che preferirebbe fare altro

  3. intarsiodiversi ha detto:

    un ritratto molto delicato.

  4. linodigianni ha detto:

    non direi, visto l’ardore con cui stringeva la donna americana bionada appena conosciuta,e lo sguardo con cui plana sulle donne che incrocia, e il mattarello della moglie sempre pronto

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