Vent’anni a Maggio


Vent’anni a maggio

aveva vent’anni, molto tempo prima
si mise la gonna, quella coi fori
ed il volan con dentro ogni fiore
un grido della mamma
non fare questo non fare quello
guarda che poi ti ho avvertita

le scarpette e la camicetta trasparente
e i capelli sciolti
certo non son gli stessi
all’età di adesso
che se i nipoti li avessi
sarei fin chiamata nonna
ma me non importa
finchè la musica suona
e il tatuato balla

oddio, è vero che ha un po’
l’occhio stanco
ed anche la courenta non
lo trascina più
ma io mi sento foglia
al vento e non smetto più

aveva vent’anni quasi come prima
si sollevava polvere insieme ai volan
le gambe bianche imbustate
quasi ceri alla madonna
scrivevan lettere non spedite
ballavano in tanti quella sera
come fuochi che s’accendono
nelle notti di lì
a venire

solo i miei occhi son
ciliegie rosse
spetto maggio che
qualcun li colga

26 Aprile 2012 Lino Di Gianni

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